La protesta a Reggio diventa sit-in politico
I manifestanti sostenuti dai rappresentanti locali della destra E davanti al municipio spunta “l’esorcista di Bibbiano”
REGGIO EMILIA
Una quarantina di manifestanti (baristi, parrucchieri, titolari di palestre, negozianti di abbigliamento) hanno occupato piazza Prampolini con striscioni per terra e cartelli appesi alle bandiere tricolore con lo slogan “Rispetto per le partite Iva”. Rispetto alla medesima protesta andata in scena ieri mattina a Scandiano, ha avuto un’adesione modesta quella organizzata ieri pomeriggio a Reggio, forse perché politicizzata e virante alla Lega.
Non è mancato il momento di tensione, come quando un pensionato ha iniziato a cantare “Bella ciao”: il signore è stato prontamente allontanato dagli agenti della Digos, presente in modo massiccio ma discreto.
Lo show fuori programma – anche se annunciato (e a dir poco fuori luogo) – è stato assicurato da David Fabbri, sedicente diacono della chiesa ortodossa (fantomatico esorcista già visto in azione lestate scorsa a Bibbiano), il quale con crocifisso e libro dell’Apocalisse alla mano urlava che «gli assessori sono dei diavoli» e che «arriverà una catastrofe, tutto quello che succederà da oggi in avanti è scritto in questo libro». Cattivo gusto a parte, quando i manifestanti hanno esortato a gran voce il sindaco a venire fuori sono usciti dal municipio Giovanni Vignali, portavoce di Luca Vecchi, e l’assessore al Commercio Mariafrancesca Sidoli. Ai rappresentanti istituzionali i manifestanti, accompagnati dall’onorevole Gianluca Vinci, hanno consegnato una lista di richieste: tra queste, oltre ai fondi statali e alla riapertura senza distinzione di categoria merceologica, la richiesta di un contributo comunale e un contributo ad ogni negozio per la santificazione dei locali. Non doveva essere un sit-in apolitico?
«Non mi sembra che lo sia stato – replica Ferrari - Vinci è il mio avvocato e un amico (che ringrazio), io ho votato Lega ma adesso non lo rifarei perché come ristoratore non sono stato tutelato da nessun partito. Poche 40 persone? È andata bene così, la Digos, che è stata molto gentile, aveva dato il tetto di non più di 50 manifestanti altrimenti saremmo stati multabili». Sulla contestazione Ferrari conclude: «Quel signore ci ha dato dei fascisti, il che è un’offesa. Io non lo sono per niente. Non è che a Scandiano la protesta fosse apolitica, però lì nessuno ha provocato…». —
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