La reggia e la torre di San Prospero i luoghi del cuore da salvare col Fai
Domani inizia la decima edizione della campagna di tutela Due le nuove categorie: “Progetto Alpe” e “Luoghi di cura”
REGGIO EMILIA
Scatta domani la decima edizione dei Luoghi del cuore, il censimento dedicato dal Fai ai luoghi da non dimenticare. Un’edizione speciale, ricca di novità e soprattutto pensata per dimostrare quanto le persone insieme, anche restando a casa, possano essere il motore di cambiamento per il proprio territorio e per il patrimonio culturale locale e nazionale. «Mai come oggi – spiega Roberta Grassi, architetto e capo delegazione Fai Reggio Emilia – la campagna “I Luoghi del Cuore” diventa testimonianza della coesione civile e sociale, e mezzo per contribuire alla ripartenza del Paese».
Alla base del progetto, nato nel 2003, c’è la consapevolezza che ognuno di noi è emotivamente legato a luoghi unici che rappresentano una parte importante della nostra vita. Luoghi che vorremmo fossero protetti per sempre.
Grazie al Fai, i luoghi del cuore più votati possono avere un futuro: il primo classificato riceverà 50mila euro, il secondo 40mila, il terzo 30mila; tutti i luoghi che riceveranno più di cinquantamila voti avranno 5mila euro. Non solo: i vincitori delle classifiche speciali otterranno 20mila euro e il luogo che otterrà più voti online sarà oggetto di un video promozionale realizzato da un operatore professionale incaricato dal Fai. Alla fine del censimento, tutti i luoghi che avranno ricevuto almeno duemila voti potranno partecipare a un bando per la selezione degli interventi.
Quest’anno le categorie sono tre: i luoghi del cuore “tradizionali”, i luoghi del cuore sopra i 600 metri di altitudine e i luoghi storici della salute, ovvero antichi ospedali, antiche farmacie, cliniche, sanatori che sono stati punti di riferimento per generazioni di persone. «Il Coronavirus ci sta facendo riflettere sull’importanza della salute e della sanità – spiega Grassi – e così il Fai ha deciso di ampliare questa riflessione andando a scovare i luoghi di cura che storicamente hanno accompagnato gli italiani». L’obiettivo principale della campagna nazionale dei Luoghi del cuore, infatti, è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di proteggere e valorizzare i beni del nostro territorio. Ovviamente per tutelare e valorizzare il patrimonio storico, culturale o naturalistico, occorre conoscerlo. Ed è per questo che quest’anno il Fai nazionale ha chiesto alle delegazioni provinciali di fungere da regìa intercettando i comitati e le associazioni che si battono per la riqualificazione di luoghi, monumenti o siti di particolare interesse, e appoggiandoli. «Chiediamo loro – spiega Grassi – di segnalarci per quale luogo del cuore sarebbe opportuno richiedere voti».
Nell’elenco non mancheranno la Reggia di Rivalta, la Torre e i leoni della basilica di San Prospero, i castelli matildici di Rossena e Canossa, ma anche Villa Levi a Coviolo. E potrebbero essercene molti altri. L’antica fornace di Felina, ad esempio, gareggerà nella categoria dei luoghi del cuore sopra i 600 metri di altitudine, mentre l’ospedale-oratorio Omozzoli Parisetti, la Corte Ospitale di Rubiera e l’Antica Farmacia di Fabbrico rientreranno tra i luoghi della cura. «La delegazione di Reggio con i suoi quasi duemila aderenti – afferma Grassi – è entusiasta di questa occasione. Abbiamo già dato qualche indicazione ma i comitati o i cittadini possono inviare altre candidature scrivendo a reggioemilia@delegazionefai.fondoambiente.it. Chiediamo fin da ora alle associazioni di promuovere i luoghi del cuore attraverso visite virtuali, approfondimenti, curiosità e un appello al voto. Il nostro desiderio è quello di poter aprire almeno uno dei nostri luoghi del cuore in occasione delle Giornate Fai d’Autunno». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google