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La “Tavola di Bisanzio” rinviata al 2021 a causa del coronavirus

Adr.Ar.

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La Tavola di Bisanzio si prende un anno sabbatico forzato. Pochi giorni fa il gruppo di volontari che da tanti anni organizza la seguitissima manifestazione estiva di Baiso ha annunciato che la 16esima edizione dell’evento passa al 2021. In questo 2020 l’appuntamento era stato già messo in calendario per il primo fine settimana di luglio, sabato 4 e domenica 5. Le date erano state fissate a inizio anno, così da poter programmare a dovere tutti i dettagli e contattare fornitori e artisti. L’emergenza sanitaria partita poco dopo ha ovviamente guastato tutti i piani; oggi la situazione non è certo definita né tranquilla, e pensare di allestire ugualmente la Tavola di Bisanzio, con le centinaia di figuranti e tutto il centro del paese invaso, era davvero complicato.

Adesso la resa ufficiale, annunciata sulla pagina Facebook della “Tavola di Bisanzio” con poche amare parole: «A causa dell'emergenza covid-19, in accordo con l'amministrazione comunale abbiamo deciso di rinviare al prossimo anno la sedicesima edizione della Tavola di Bisanzio. Lontani oggi per abbracciarsi più forte domani. In questo periodo difficile anche noi restiamo a casa ma... torneremo e saremo più forti di prima». Tutta la marcia organizzativa si ferma definitivamente e si punta direttamente all’estate 2021, quando il quadro globale dovrebbe essere molto più sereno rispetto a quello attuale, almeno nelle speranze collettive.

La pausa era inevitabile, inutile proseguire con manovre e con spese economiche quasi sicuramente inutili; piuttosto, meglio tenere energie e risorse per l’anno prossimo. Si punta quindi al luglio venturo per riproporre allestimenti in costume del periodo bizantino e soprattutto la grande attrazione gastronomica, la carne della pecora, antichissima tradizione della vallata del Tresinaro, nell’area di Baiso, Carpineti e Viano. Un retaggio di quando l’Appennino era zona di confine, fra l’impero romano d’occidente e quello d’oriente, che aveva come capitale Bisanzio, l’odierna Istanbul. Si torna al VII e VIII secolo dopo Cristo, quando a separare gli imperi erano i monti di San Vitale e di Valestra e il corso del torrente Tresinaro. —

Adr.Ar.

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