Lo chef regala focaccia ligure a chi ora si trova in difficoltà
Ambra Prati / GUALTIERI
Focaccia ligure da asporto e gratis: ciascun cittadino, passando da piazza Bentivoglio 18, potrà servirsi liberamente. L’iniziativa – «pensata per i bisognosi, ma chiunque potrà servirsi liberamente» – partirà oggi ed è stata partorita da Luca Ferrari, 54 anni, titolare assieme alla moglie Nicoletta del ristorante “Impronte di Luca”.
Il ristorante di fascia alta – che ha aperto i battenti nel dicembre 2016 nella cornice prestigiosa del cuore storico di Gualtieri ed è diventato ben presto una tappa obbligata per gli appassionati del pesce freschissimo – è chiuso dall’8 marzo a causa dell’emergenza. «Questo Coronavirus ci ha spaccato le ossa» ha sospirato il cuoco, ieri presente nel locale per disinfettare e sanificare i locali.
«Non sappiamo con esattezza quando potremo riaprire davvero. Da mercoledì (domani, ndr) inizieremo il take away, con i clienti che potranno venire di persona a prendere l’asporto: oltre alle proposte alla carta, penseremo un menù a prezzo agevolato a 15 euro».
In attesa di accogliere le persone nel locale, Ferrari ha ideato una sorta di “spesa sospesa” alla sua maniera, nell’ottica della solidarietà, declinando la sua storia personale e il suo savoir faire di spezzino trapiantato nella Bassa. «In questi mesi ardui mi sono reso conto che anche a Gualtieri ci sono bisognosi, persone in tali ristrettezze economiche da non avere nemmeno il denaro per fare la spesa. Perciò, nel mio piccolo, ho pensato ad una iniziativa a servizio della comunità». Da oggi lo chef preparerà della focaccia ligure («un piatto povero che sazia e che ha estimatori nel Reggiano, dove non è facile trovarla») e la metterà in un cesto all’esterno del locale, dalle 15 alle 18, in dono. «La scelta dell’orario non è casuale: alle 15 il ristorante chiude e quindi sarà assicurata la privacy e la riservatezza di chi voglia prelevare. Le misure igienico-sanitarie saranno assicurare sia nella preparazione, sia nell’esposizione, grazie a confezioni chiuse singolarmente e pronte per essere portate via», sottolinea.
Potrà attingere anche chi, ad esempio, non è strettamente bisognoso? «Certo, non ci sarà nessuno a controllare, né telecamere a registrare il passaggio. L’idea è rivolta in primis a chi ha necessità, ma ben venga se può allietare la giornata anche a chi non ha assilli economici. La speranza è che qualche altro esercente mi segua in questa iniziativa, che vuole essere non solo un modo per noi ristoratori per recuperare un rapporto con le persone dopo mesi di isolamento ma anche una maniera per unire la comunità e darsi una mano l’un con l’altro in attesa del ritorno alla normalità. Nonché un gesto di buon augurio: speriamo che possa portare bene a tutti». —
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