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Più auto, meno condivisione spinta per l’autoriparazione

E.L.T.
Più auto, meno condivisione spinta per l’autoriparazione

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REGGIO EMILIA

Ci sono aziende che non permettono più ai lavoratori di condividere l’auto. Società dei trasporti pubblici costrette a ridurre la portata dei passeggeri. Ma spostarsi, soprattutto per andare al lavoro, è una necessità. Ecco allora che l’utilizzo della propria auto sembra essere la scelta che faranno molte persone, lavoratori in primis, per potersi recare al lavoro, preferendolo ai mezzi pubblici. Ipotesi che dovranno testare la loro veridicità soprattutto in questa settimana, dopo la riapertura di molte più imprese rispetto a quelle aperte in deroga alle misure di isolamento. Ma sono in molti a chiedersi se l’auto verrà quindi più utilizzata – perché ritenuta più sicura rispetto al contagio da coronavirus – con conseguente necessità di servizi annessi, autoriparazione in primis.

Anche perché il potenziale acquisto di un mezzo potrebbe essere sì rivolto al mercato delle auto nuove, ma potrebbe spingere il mercato delle auto usate, solitamente anticiclico rispetto alle crisi che generalmente colpiscono il nuovo, ma che necessita di maggiori passaggi dal meccanico.

Certo è che per il mercato delle auto non sarà una passeggiata il 2020. Nei giorni scorsi è stata la stessa Bosch – legata al settore automotive – a prevedere per il 2020 un forte calo del settore automobilistico pari a circa un -20% a causa degli effetti negativi della crisi provocata dalla diffusione del coronavirus e per questo «dovremo fare uno sforzo incredibile per arrivare almeno a un risultato di parità».

Lo ha dichiarato il direttore finanziario di Bosch, Stefan Asenkerschbaumer. «Ci stiamo preparando a una recessione globale che avrà un impatto considerevole anche sul 2020». —

E.L.T.

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