Reggio è ripartita con il “cartellino giallo” tra incontri ravvicinati e partitelle a calcio
Controlli blandi e multe sospese in città, ma solo per un paio di giorni Fila fuori dai bar riaperti, situazioni critiche al parco delle Caprette
la giornata
Era, quella di ieri, la prima giornata della tanto attesa Fase 2. Com’è andata? Ancora presto per dirlo. Ma è innegabile che la svolta ci sia stata. Il centro storico di Reggio Emilia ha perso in un attimo la parvenza di città fantasma a cui ci eravamo ormai abituati e si è riempito di voci e di colori. Nessun assembramento particolarmente preoccupante ma la gente, è indubbio, ha sentito impellente la voglia di uscire. E l’ha fatto. Molti anche gli spostamenti fuori dal centro.
«La sensazione è che ci sia stata tanta incertezza nell’interpretazione delle norme – ha detto ieri sera il sindaco Luca Vecchi comunque fiducioso – una zona grigia troppo larga tra cosa si può o cosa non si può fare. Per due-tre giorni è stato disposto che non ci siano multe ma a quei ragazzi che sono andati a giocare a calcio o a basket al campetto dico che non si può e che la prossima volta scatterà la multa. Così come è vietato darsi appuntamento in giro con gli amici».
Osservati speciali
Il parco delle Caprette è un sorvegliato speciale così come sorvegliate speciali sono le mascherine o meglio il loro uso. «In tanti le avevano oggi in piazza ma non sono mancate le persone che erano senza. La raccomandazione è che anche all’aria aperta si usino» sottolinea il sindaco, che sta pensando di riaprire già sabato il mercato del contadino di piazza Fontanesi, mentre da martedì prossimo riaprirà il vero e proprio mercato ma con i soli banchi alimentari.
FILE AL BAR
La “normalità” è ancora distante ma l’allargamento delle maglie per quanto riguarda gli spostamenti, la riapertura dei posti di lavoro, dei locali con il solo asporto, così come di parchi e cimiteri, ha portato un via vai dal sapore primaverile. «Erano due mesi che aspettavo di bermi un caffè al bar». Parola di un cliente del Kaffè di via Toschi, bar del centro storico che tra i tanti ha riaperto ieri. «Clienti? Sì diversi», ci raccontano dalla finestrella aperta a lato del bar, dalla quale vengono distribuiti i caffè davanti a una piccola fila di persone: «La gente deve ancora capire come funziona. Si deve ordinare per telefono. Dicono che è assurdo ma funziona così: chiami e fissi l’ora in cui vuoi venire a berlo». Più facile a dirsi che a farsi. Perché se da un lato sono state ridotte le limitazioni sugli spostamenti, dall’altro sono aumentate le regole.
Il caffè al bar così come il gelato – ci confermano le gelaterie reggiane – sono solo da asporto. Uno chiama, prende e porta a casa, sperando che il gelato non si sciolga e il caffè non si raffreddi.
I locali si sono attrezzati al meglio: c’è chi ha ostruito l’entrata con un tavolino, come al Caffè Europa di piazza Prampolini, dove bevande e panini vengono consegnati fuori dalla porta. Ma c’è anche chi, come in via Roma, passa la tazzina del caffè tra le maglie della serranda, che è rimasta comunque abbassata.
NODO PARCHI
I controlli delle forze dell’ordine ci sono naturalmente stati, ma non serrati, come d’altra parte vuole la circolare ministeriale. L’approccio per un paio di giorni sarà mirato – a meno di eventi eclatanti – ad ammonimenti a voce: e così gli agenti della Municipale ieri hanno richiamato chi beveva il caffè fuori dal bar così come chi ha creato gli assembramenti nei parchi. La situazione più critica è stata ancora una volta quella del parco delle Caprette dove, da mattina a sera, la distanza sociale tra chi passeggiava, chi correva e chi andava in bici è stata difficile da mantenere. Non sono mancati poi i bambini che non vedevano l’ora di tornare sull’altalena: va detto che i giochi dei parchi sono vietati, ma non tutti al momento risultano transennati.
La polizia municipale, infatti, ha passato la giornata di ieri a togliere i nastri dagli accessi ai parchi per metterli attorno ai giochi dei circa 200 parchi cittadini, ai quali sono stati affissi 400 cartelli con le nuove regole di utilizzo delle aree verdi. Ma ieri è stata anche la giornata degli affetti: tanti reggiani hanno potuto fare visita ai parenti rimasti lontani per quasi due mesi, così come dare un saluto ai propri cari in cimitero.
TRASPORTI TRENI
Buona parte delle aziende a Reggio aveva già riaperto, ma ieri è stata la prova del nove per il trasporto pubblico. A Reggio gli autobus di Seta hanno sopportato bene l’aumento dei passeggeri nonostante la riduzione dei posti, contrassegnati però ancora da da nastri e non da cartelli adesivi come in altre città. Ieri mattina, nella fascia tra le 6 e le 9, sono stati monitorati 33 treni regionali che hanno registrato un carico medio di 52 persone a bordo, ben al di sotto dei posti disponibili.
Dopo una prima riduzione del 60% dei treni ora è stato aumentato il traffico fino ad erogare in questo momento il 60% delle corse previste nell’orario standard. —
Enrico Lorenzo Tidona
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