Gazzetta di Reggio

Reggio

CAMPEGINE 

Due aree pubbliche intitolate a Fornaciari e Lambruschi

Daniela Aliu
Due aree pubbliche intitolate a Fornaciari e Lambruschi

I due giovani partigiani vennero catturati e uccisi dai tedeschi nel 1944 Il sindaco Artioli: «Furono eroi, hanno combattuto per ridare a tutti la libertà» 

2 MINUTI DI LETTURA





CAMPEGINE

A breve due aree pubbliche di Campegine saranno intitolate ai partigiani Faliero Fornaciari e Ivo Lambruschi. Il Comune di Campegine, nell’ambito delle celebrazioni del 75° anniversario della Liberazione, ha deliberato l’intenzione di intestare due aree pubbliche del paese a due giovani caduti per la Libertà nel 1944 sulle montagne dell’Appennino tosco-emiliano, appunto Faliero Fornaciari e Ivo Lambruschi.

Entrambi all’epoca erano appena ventenni. Provando sempre più avversione per il fascismo, decisero di intraprendere la lotta di Liberazione nella formazione militare della 36esima Brigata Garibaldi “Alessandro Bianconcini”. Ivo Lambruschi partecipò alla battaglia di Capanna Marcone dell’11 agosto 1944. Non avendo udito l’ordine di ripiegamento, si portò sul crinale e scortò un suo compagno, Nello Battilani, ferito gravemente. Nonostante il reiterato invito di quest’ultimo perché si ponesse in salvo, non volle abbandonarlo. Catturato da una pattuglia tedesca in esplorazione, venne disarmato e trascinato via. Dopo essere stato seviziato, Lambruschi fu ucciso il 27 agosto 1944 a Moscheta a Firenzuola. Anche Faliero Fornaciari militò nella 36esima brigata Garibaldi “Bianconcini”. Prese parte ai combattimenti di Ca' di Guzzo del 27 settembre 1944 nel corso dei quali rimase ferito mentre, con un gruppo di partigiani, cercava di contenere la pressione tedesca per consentire ai compagni della brigata di porsi in salvo. Catturato dai tedeschi, Fornaciari venne ucciso il 28 settembre 1944.

«A 75 anni dalla fine di quella sanguinosa guerra – spiega il sindaco Germano Artioli – possiamo dire che il sacrificio di questi giovani non è stato vano; è infatti anche grazie a loro se oggi godiamo della libertà di pensiero, di parola e di confronto. E per ringraziarli non possiamo fare altro che ricordarli per sempre attraverso l’abbraccio della loro comunità, intitolandogli uno spazio pubblico, in modo che chi non conosce la loro storia possa chiedersi in futuro: chi erano Ivo Lambruschi e Faliero Fornaciari? Così, in modo indelebile, tutti potranno leggere che furono eroi, che hanno combattuto per ridonare a tutti la libertà». —

Daniela Aliu

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google