Ex Zuccagialla accordo unanime perché l’area torni alla collettività
Bagnolo, consiglio comunale compatto sulla mozione di Malaguti: «Si riprenda il dialogo con il curatore fallimentare»
BAGNOLO. Il consiglio comunale di Bagnolo, nei giorni scorsi, ha approvato all’unanimità una mozione presentata dal gruppo di opposizione “SiAmo Bagnolo” riguardante l’ex area “Zuccagialla”, al centro di una procedura fallimentare a seguito del “crac” di Unieco. In particolare, al centro della mozione illustrata in aula dalla capogruppo Elisa Malaguti c’è il recupero alla collettività dell’area esterna alla palestra, teatro, fino al 2017, di varie iniziative tra cui “Lein Game”, manifestazione ludico-sportiva a scopo benefico entrata in pochi anni nel cuore dei bagnolesi e dei reggiani.
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«Crediamo sia opportuno riallacciare il dialogo con il curatore fallimentare per restituire alla comunità l’area esterna alla palestra – spiega Malaguti – Per farlo occorre concordare con il curatore una modifica della concessione-contratto per la gestione dell’impianto sportivo, stipulata nel lontano 2004. In particolare, occorre inserire le manifestazioni sportive e gli eventi ludico-ricreativi nell’ambito di applicazione della concessione-contratto riguardo l’area esterna dell’impianto e che già prevede attività con scuole e società sportive. Il fallimento di Unieco, se da un lato ha preservato la funzione della palestra fitness attualmente gestita da un privato, dall’altro ha infatti segnato il progressivo abbandono dell’area esterna che per dieci anni, dal 2007 al 2017, ha ospitato il Lein Game, oltre a tante altre iniziative di carattere ludico e ricreativo».
La proposta di “SiAmo Bagnolo” ha riscosso l’adesione anche delle altre forze consiliari, dalle opposizioni (Bagnolo Bene Comune e Cinquestelle) alla maggioranza.«L’appoggio dell’amministrazione comunale è coerente con quanto proposto in Consulta Scuola e Cultura per sostenere la ripartenza delle associazioni locali. Siamo contenti di aver compattato tutte le forze consiliari su un provvedimento che credo avrà diversi effetti benefici, tra cui anche quello di recuperare e salvaguardare un’area verde pubblica preservandola da degrado e possibili speculazioni edilizie. Pubblica perché – conclude – tra 17 anni, alla scadenza del diritto di superficie, tornerà di proprietà del Comune ».
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