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Intesa trovata fra il giudice e gli avvocati «Il 13 si parte»

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REGGIO EMILIA

Sempre nell’aula-bunker è previsto per il 13 maggio – cioè il giorno prima dell’appello di Aemilia – l’avvio dell’udienza preliminare di Grimilde, primo passo giudiziario sulla operazione antimafia esplosa nel giugno dello scorso anno e con Brescello nel mirino.

Il pm Beatrice Ronchi ha chiesto il rinvio a giudizio per 79 imputati: in carcere (in certi casi per altra causa) sono in 22, gli altri 4 agli arresti domiciliari. I detenuti possono chiedere di essere videocollegati con l’aula-bunker, comunque alla prima udienza hanno diritto di partecipare i magistrati, gli imputati a piede libero (sono 53) e i rispettivi difensori, nonché gli avvocati di parte civile, oltre ad ovviamente gli agenti a presidio. Un numero elevato, considerando i soli 50 posti definiti con norme anti-Covid alla mano. Ma il gup Sandro Pecorella ha puntato sulla rappresentatività dei difensori e degli avvocati di parte civile (con delega da parte degli altri colleghi) il che limita pure la presenza di non pochi imputati. E il processo partirà perché, conti alla mano, dovrebbero essere una quindicina le persone in aula. «Muovendosi per tempo, il giudice ha messo in piedi un’organizzazione pregevole – conferma l’avvocato difensore Luca Brezigar – salvaguardando le esigenze del processo e quindi non smaterializzandolo. Ha chiesto la collaborazione degli avvocati per rispettare i necessari presidi sanitari in una fase come questa e la soluzione è stata trovata, impostando così una calendarizzazione complessiva con le giuste cadenze processuali. Si è quindi evitato di sacrificare i diritti in nome della salute». —

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