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I consigli del veterinario 

Le passeggiate nel verde sono a rischio zecche

OLGA PATTACINI*
Le passeggiate nel verde sono a rischio zecche

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Mi ha chiamato un’amica per dirmi che la gioia della prima passeggiata nel parco, dopo due mesi di giri attorno a casa, era stata un po’ rovinata dal fatto che il peloso si era riempito di zecche. Le zecche sono parassiti ematofagi, molto diffuse e in grado di parassitare un’infinità di ospiti, praticamente chiunque gli venga a tiro, compresi gli umani. Si nutrono di sangue in ogni stadio del loro sviluppo, da quando sono larve, quasi microscopiche, a ninfe, un filo più grosse ad adulte con otto zampette come i ragni (sono infatti aracnidi, non insetti), simili a un seme di anguria con uno scudo dorsale scuro e un ventre che dopo il pasto di sangue diventa enorme. Le zecche sono attirate dalla CO2 emessa con la respirazione, dalla temperatura e dall’odore dell’organismo ospite, vi si arrampicano senza che questi se ne accorga, quindi vi si ancorano infliggendo il rostro dentro la pelle. Sono delicatissime e utilizzano sostanze ad azione anestetica per non far sentire la puntura e cementanti per migliorare l’ancoraggio. Dopo alcune ore, iniziano a suggere il sangue e possono continuare il pasto anche per giorni, finché cadono a terra o per completare lo sviluppo o deporre le uova. Sono resistentissime, sopravvivendo anche ad anni di digiuno e veicolano microrganismi patogeni responsabili di malattie come- ad esempio- la Borrelliosi di Lyme. Come ci possiamo difendere? Con una gestione accurata del verde, tagliando frequentemente l’erba e senza spargere prodotti antiparassitari ambientali, inutili; poi utilizzando collari o pipette o compresse ad azione letale nei confronti del parassita, senza dimenticare mai un controllo accurato su di noi e sul nostro cane dopo ogni passeggiata nel verde. —

*Medico veterinario esperto

in comportamento animale
della Fnovi

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