«Per me è un atto inopportuno ma rispetto libertà e autonomia»
L’ingegnere Paolo Genta, consigliere comunale di estrazione cattolica interviene sul tema aperto dal documento dei suoi colleghi di partito
L’INTERVISTA
«L’ho considerato un atto inopportuno seppure nella piena libertà e autonomia dei singoli consiglieri».
Il consigliere comunale del Pd Paolo Genta, di estrazione cattolica, non nasconde il suo disappunto per la scelta di nove consiglieri di maggioranza di esprimere la loro contrarietà alla riapertura delle chiese.
Ingegner Genta, come ha vissuto la presa di posizione dei suoi colleghi?
«Come cattolico ho vissuto questi mesi di clausura e di impossibilità di partecipare alle celebrazioni eucaristiche con difficoltà e dolore, tuttavia sono un tecnico e in parte uno scienziato e avevo e continuo ad avere una preoccupazione importante rispetto ai rischi di una ripresa del contagio. L’inopportunità di quel documento è però legata al fatto che c’è un Governo che sta interagendo con la Conferenza Episcopale Italiana per arrivare a una posizione condivisa».
Cosa ne pensa della replica del segretario pro tempore del Pd?
«Condivido anche le virgole dell’intervento di Gigliola Venturini: riporta al centro del confronto il principio costitutivo del Pd, che è la pluralità».
Ma avevate mai parlato in maggioranza di questa presa di posizione?
«Ne abbiamo parlato, e a lungo, ma solo dopo».
Non è stato, però, un fulmine a ciel sereno: c’era stato il precedente dell’astensione del Pd sull’appello del vescovo Camisasca.
«Il Pd in consiglio ha scelto di astenersi non perché i contenuti non fossero condivisibili ma perché, come abbiamo detto, non si voleva mettere una bandierina su un atto del vescovo. Eravamo d’accordo».
Non intravede una polemica verso Graziano Delrio, che per primo ha detto che le chiese andavano riaperte?
«Io ci leggo uno strumento per portare attenzione sul tema. Reggio sta giocando un ruolo primario in questa emergenza, sia dal punto di vista sanitario sia rispetto a quanto sta facendo il consiglio comunale, che ha trovato l’unanimità su tante mozioni. Si lavora con spirito collaborativo. Delrio è mio co-parrocchiano ma è giusto che chi ha posizioni diverse le possa esprimere. Il Pd dev’essere capace di superare e conciliare pensieri diversi».
R.F.
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