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Sergio Venturi se ne va «Emergenza finita»

J. D. P.
Sergio Venturi se ne va «Emergenza finita»

In regione solo cento nuovi contagiati dal Coronavirus A Reggio Emilia altri dieci morti e altrettanti casi di positività

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REGGIO EMILIA

La lunga coda dei decessi si allunga anche nella fase due. Ieri a Reggio sono stati comunicati 10 nuovi morti, un numero elevato che però fotografa la situazione di settimane fa e non quella dei contagi che invece sono scesi ad appena 10 (cento in tutta la regione).

L’Ausl ha reso noto che otto dei dieci decessi sono avvenuti non in ospedale e sono relativi ai giorni scorsi.

Ieri il commissario straordinario Sergio Venturi, figura diventata familiare negli ultimi due mesi agli emiliano-romagnoli, ha annunciato che a fine settimana cesserà dal suo incarico dal momento che la fase acuta dell’emergenza è conclusa. Il segnale, dunque, che anche a livello istituzionale si vuole tornare alla normalità o a qualcosa c he vi somigli.

«Sono orgoglioso di aver servito questa comunità – ha detto l’ex assessore alla Sanità – Abbiamo attraversato un fiume con la corrente molto forte e l’altra sponda è vicina».

Durante le sue chiacchierate quotidiane, Venturi ha avuto la capacità di evitare che l’aggiornamento sull’epidemia si trasformasse in un macabro bollettino, grazie al ricorso a uno stile colloquiale ed empatico. Senza indugiare nel paternalismo, si è comunque fatto carico di parlare ogni giorno a una comunità preoccupata e spaventava, con un registro comunicativo alla portata di tutti. «Ho imparato a portare l’acqua nel mio becco», ha detto ieri, con riferimento alla favola del colibrì (che nel suo piccolo contribuisce a spegnere l’incendio che divampa nella foresta), diventata una sorta di manifesto della responsabilità individuale in questo difficile periodo.

Il presidente della Regione Stefano Bonaccini lo ha ringraziato e si è appellato a tutti gli emiliano-romagnoli affinché contribuiscano con i loro comportamenti virtuosi alla riapertura delle attività commerciali che sono ancora chiuse. «L’Emilia-Romagna – ha detto il governatore – si è sempre rialzata e lo farà anche stavolta».

Non ha invece parole di ringraziamento il consigliere regionale della Lega Daniele Marchetti. «Non dimentico i tagli alla Sanità emiliano-romagnola. Inoltre, Venturi se ne va senza fornire i dati sulle stragi nelle case di riposo, che più volte gli abbiamo chiesto».

Ieri in Emilia-Romagna sono stati comunicati 39 nuovi decessi: 3 residenti nella provincia di Piacenza, 2 in quella di Parma, 4 in quella di Modena, 6 in quella di Bologna, 3 a Ferrara, 2 in quella di Forlì-Cesena (entrambi nel forlivese), 9 nel riminese.

A Reggio a perdere la vita sono stati due uomini di 91 e 74 anni e otto donne di età compresa tra 80 e 102 anni. Le vittime abitavano a Campegine, Castelnovo Sotto, Luzzara, Montecchio, Novellara, Reggio Emilia, Sant’Ilario, Scandiano.

Questi i casi di positività: 4.286 a Piacenza (35 in più rispetto al giorno prima), 3.230 a Parma (3 in più), 4.788 a Reggio Emilia (10 in più), 3.758 a Modena (11 in più), 4.232 a Bologna (28 in più), 387 le positività a Imola (1 in più), 940 a Ferrara (2 in più). In Romagna sono 4.654 (10 in più), di cui 986 a Ravenna e 910 a Forlì (in entrambi i casi nessuna variazione), 715 a Cesena (3 in più), 2.043 a Rimini (7 in più). —

J. D. P.

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