Una ordinanza stoppa il negozio di cannabis light
Già prima di aprire il negozio era al centro delle polemiche per la vicinanza al convitto Corso. Il sindaco: «Deve stare ad almeno 500 metri dalle scuole»
Giacomo Bigliardi
CORREGGIO
Da qualche giorno si è diffusa la voce dell’apertura di un negozio che vende cannabis light in pieno centro a Correggio, proprio di fronte al Convitto Rinaldo Corso. Alle voci sono seguite prima le immagini della vetrina del negozio con tanto di insegna, poi le polemiche, scoppiate principalmente sui social, contro la stretta vicinanza tra l’attività e la scuola.
A scendere in campo sono stati principalmente l’opposizione correggese, raccolta nel gruppo “Correggio siamo noi” e coordinata da Riccardo Rovesti, e alcuni genitori degli studenti del Convitto Corso.
Ma il negozio finito sotto accusa non aprirà.
la procedura
L’amministrazione comunale ha infatti emesso un’ordinanza per regolare l’apertura di attività come quella in questione, e che di fatto ne impedisce la presenza in prossimità di una scuola.
La prima richiesta per l’apertura dell’attività – spiegano dal Comune – risale allo scorso 3 aprile. Questa era però stata rigettata il 22 dello stesso mese a causa della non conformità della destinazione urbanistica del locale. Successivamente, l’amministrazione correggese ha emesso un’apposita ordinanza, datata 29 aprile, che non permette l’apertura del negozio di cannabis light in prossimità della scuola. E mentre l’allestimento all’interno del negozio procedeva, molti genitori si sono lamentati con il Comune.
LA SINDACA
«Era già da diverso tempo che raccoglievamo le preoccupazioni, specialmente di genitori degli studenti del Convitto, riguardo all’apertura dell’attività» spiega la sindaca, Ilenia Malavasi. «È possibile aprire negozi di questo tipo, e al Comune competono solo aspetti di verifica edilizia e urbanistica. Tuttavia, la preoccupazione che si era generata ci ha fatto riflettere. Due anni fa abbiamo fatto, nell’ambito delle attività di slot e gioco d’azzardo, un percorso che ci ha portato a indicare una distanza minima di 500 metri tra queste attività e i luoghi sensibili come scuole, chiese, parrocchie e via dicendo. Abbiamo così scelto di usare il medesimo percorso per regolamentare l’apertura sul territorio comunale anche di questo nuovo tipo di negozio, che sarebbe sorto proprio di fianco all’ingresso della scuola. Lo stesso Ministero dell’Interno ha emanato una circolare che richiama l’attenzione alle attività commerciali di questo tipo e invita a tenere in considerazione la distanza di 500 metri dai luoghi considerati sensibili».
Negozi come questo possono quindi aprire, ma ad almeno 500 metri di distanza da luoghi come scuole e chiese.
L’autorizzazione, evidenzia la sindaca di Correggio, non era dunque mai stata concessa all’apertura dell’attività.
«Mi interessa soprattutto tranquillizzare i genitori della scuola – conclude Ilenia Malavasi sulla vicenda che tanto ha fatto discutere negli ultimi giorni la città di Correggio – Ne ho già parlato anche con la dirigente scolastica. Voglio gestire al meglio la mia comunità, dando comunque la possibilità a questa persona di aprire il suo negozio, ma in un altro spazio. L’amministrazione deve sostenere con i suoi strumenti il percorso di educazione promosso dalle scuole». —
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