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Unione pronta all’emergenza già 150 dipendenti in telelavoro

MAURO PINOTTI
Unione pronta all’emergenza già 150 dipendenti in telelavoro

Il progetto sperimentale Vela è partito a gennaio in collaborazione con la Regione Lo smart working coinvolge il 40% dei dipendenti. Verona: «Una opportunità»

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BASSA REGGIANA . L’emergenza sanitaria in corso ha modificato notevolmente le modalità di lavoro della maggior parte degli italiani, così come l’erogazione dei servizi ai cittadini. Alcune realtà hanno dovuto adeguarsi in fretta, con non poche difficoltà, ai nuovi sistemi, altre erano già preparate e pronte per farlo.

L’Unione Bassa Reggiana, già in tempi “non sospetti”, ossia da settembre 2019, è diventata ente firmatario del progetto pilota “VeLA per lo smart working”. Scelta come realtà amministrativa di eccellenza, è fra i pochissimi in Italia ad attuare questa sperimentazione.

Oltre a ciò, ha attivato una serie di altre iniziative che si sono dimostrate particolarmente utili ed efficaci ad affrontare questo particolare momento.

Pronti all’emergenza. Un numero considerevole di dipendenti, ben 150, per altrettante postazioni utilizzano attualmente il lavoro agile, svolgendo il proprio servizio da casa con l’apposito kit dello smart worker.

«Da gennaio 2020 – spiega la direttrice Elena Gamberini – l’Unione Bassa Reggiana è ente sperimentatore per lo smart working, un progetto realizzato di concerto con la Regione Emilia Romagna, che ha attivato il progetto VeLA. Quando è scattata l’emergenza sanitaria, siamo quindi arrivati preparati sui passaggi e sulle procedure necessarie per realizzare il lavoro a distanza. In pochi giorni siamo riusciti ad attivare 150 postazioni di lavoro agile, su poco più di 400 postazioni di lavoro dipendente tra comuni e unione, pari a circa il 40% in smart working. I restanti dipendenti continuano a lavorare in sede, in modo da assicurare le attività indifferibili o in flessibilità organizzativa su turnazioni orarie nel rispetto delle norme vigenti sul distanziamento sociale. L’emergenza mondiale in atto ha accelerato notevolmente la sperimentazione, che è diventata sistema rodato e attivo».

Per facilitare questa forma di lavoro sono stati forniti alcuni notebook e 75 soluzioni di connettività, attingendo alle offerte e ai preventivi nati dal Fondo di solidarietà digitale.

Sul portale dell’Unione – www.bassareggiana.it – è stata poi creata una sezione dedicata al #Kit dello smart worker che fornisce una nutrita serie di informazioni: formazione tramite materiale audiovisivo; linee guida; normativa; info-grafiche sulle principali piattaforme di web meeting; i progetti speciali dell’Unione.

Il monitoraggio viene effettuato attraverso la tenuta di un #Diario di bordo: i dipendenti in lavoro agile devono rendicontare l’attività svolta e dare un feedback sugli aspetti tecnologici (connessione ai gestionali e fruizione di dotazioni), organizzativi e relazionali. Fino a fine maggio lo smart working proseguirà con 150 postazioni.

«La pratica e la diffusione dello smart working – afferma Matteo Benassi, sindaco delegato per l’Innovazione tecnologica e l’Agenda digitale presso l’Unione – costituiscono una solida base per incrementare la produttività della Pubblica Amministrazione, migliorare il benessere dei lavoratori, favorire una maggiore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e incrementare la sostenibilità ambientale del sistema degli enti locali in linea con gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030».

E la presidente dell'Unione Camilla Verona aggiunge: «Gli obiettivi a oggi raggiunti sono il frutto del lavoro di funzionari competenti in materia e di dipendenti che non si sono tirati indietro per condividere le azioni utili ad attuare lo smart working. Questa emergenza sanitaria, seppur tragica, ha offerto una grande opportunità a che questo processo di nuova organizzazione del lavoro venisse attuato in tempi così brevi. Il processo, comunque, è solo iniziato e tanto ancora dovremo e potremo fare».

#CAMERACAFÈ . È l’appuntamento fisso del venerdì (salvo festivi), un momento di confronto in videoconferenza, chiamato #CameraCafè, con tutti i responsabili dei progetti in smart working, la direzione dell’Unione, il sindaco delegato per l’Innovazione tecnologica e l’Agenda digitale (Matteo Benassi, sindaco di Boretto) e, a rotazione, sindaci e amministratori dei singoli comuni associati con delega sugli ambiti trattati di volta in volta.

È uno staff di aggiornamento sull’emergenza, ma anche di confronto sul funzionamento ordinario dell’ente. Una condivisione a distanza importante dal punto di vista lavorativo, ma anche umano, per mantenere quella dimensione di socialità fondamentale in questo momento, consolidando il senso di appartenenza.

Uno degli appuntamenti di #CameraCafè ha ospitato Stefania Sparaco della direzione generale Risorse, Europa, Innovazione e Istituzioni della Regione Emilia-Romagna, project manager del progetto interregionale VeLA (https://www.smartworkingvela.it/).

La Sparaco, fra le altre cose, ha parlato delle iniziative in corso a supporto degli enti locali per lo sviluppo dello smart working sul territorio regionale. —

MAURO PINOTTI. © RIPRODUZIONE RISERVATA .

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