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Coronavirus, incognita maturità per 3.700 studenti reggiani: da definire modalità e criteri di voto

Luciano Salsi
Coronavirus, incognita maturità per 3.700 studenti reggiani: da definire modalità e criteri di voto

Da definire le modalità per svolgere la prova in sicurezza e i criteri che saranno adottati per valutazione complessiva

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REGGIO EMILIA . L’esame di Stato, meglio noto come maturità, avrà inizio il 17 giugno per i circa 3.700 studenti reggiani di quinta superiore che dall’inizio di marzo seguono a distanza le lezioni trasmesse online dai professori anche agli altri alunni.

Le uniche certezze riguardano la commissione esaminatrice, che sarà interna, formata da sei insegnanti della stessa classe con il solo presidente esterno, e l’ammissione di tutti gli studenti a un’unica prova orale. Per il resto le scuole sono in attesa dell’ordinanza ministeriale che chiarirà, insieme ai dettagli tecnici, se l’esame si terrà in presenza o a distanza.

Il 30 aprile la ministra Lucia Azzolina aveva dichiarato a Rainews 24 che l’ordinanza sarebbe uscita a breve e che la «massima sicurezza» degli esaminatori e degli esaminandi sarà garantita dal distanziamento nel rispetto di «tutte le prescrizioni che il comitato tecnico-scientifico ci ha dato». Se ne deduce che il ministero propenda per convocare i candidati all’interno delle scuole, ma alcuni dirigenti scolastici hanno opposto serie obiezioni.

«In qualche scuola – osserva Fausto Fiorani, preside dell'istituto Gobetti di Scandiano – si teme che non esistano le condizioni di sicurezza, ma queste perplessità non sono emerse nella nostra provincia. Certamente sarebbe meglio tenere i colloqui d’esame in presenza, ma in tal caso la ministra deve chiarire rapidamente se basterà distanziare le persone presenti ai colloqui o si dovranno anche predisporre schermi in metacrilato nelle aule e nelle segreterie. C’è grande richiesta, infatti, di queste protezioni e occorre del tempo per farsele montare».

In quanto alle commissioni esaminatrici, manca ancora la nomina dei presidenti, ma le scuole hanno già provveduto a designare i commissari. «Secondo la normativa precedente – spiega Rossella Crisafi, dirigente del liceo Ariosto-Spallanzani – avevamo già scelto per ogni classe i tre commissari interni, in attesa che il ministero nominasse i tre esterni. Poi, in seguito all’emergenza sanitaria, anche questi tre sono diventati interni e li abbiamo dovuti designare in modo che nella commissione fossero rappresentate le materie delle prove scritte abolite. Nei licei i sei commissari coprono quasi tutte le discipline dell'ultimo anno, mentre negli indirizzi tecnici e professionali ne rimane fuori qualcuna in più».

L’ordinanza dovrà precisare, in primo luogo, le modalità del colloquio e della sua valutazione. La vecchia normativa prevedeva che si partisse da un argomento, perlopiù interdisciplinare, scelto dal candidato. L’anno scorso era stato introdotto il sorteggio degli argomenti scelti dalla commissione. Per quest’anno la ministra ha preannunciato che la prova orale avrà inizio con un argomento concordato con i professori sulle materie di indirizzo.

«La disciplina – chiarisce Fiorani – sarà decisa dalla commissione, ma poi il colloquio si dipanerà su tutte le materie e sarà valutato, secondo le anticipazioni, con un punteggio che rifletterà per il 40% l'esito di questa prova e per il 60% il credito scolastico, cioè i voti degli ultimi tre anni di scuola».

Intanto le lezioni proseguono in videoconferenza. «Abbiamo mantenuto – precisa Rossella Crisafi – il calendario settimanale con un orario ridotto a quattro ore quotidiane, ma con lezioni online più concentrate e pesanti».

«Con tre ore ogni mattina – aggiunge a questo proposito Fiorani – riusciamo a svolgere il 75% del programma». Con l’insegnamento a distanza si dovevano raggiungere anche gli studenti privi di strumenti informatici. Le scuole li hanno forniti in comodato d'uso avvalendosi, in qualche caso, di finanziamenti straordinari.

«Nella mia scuola – riferisce Fiorani – avevamo una cinquantina di domande. Cinque o sei studenti sono ancora in lista d’attesa, ma abbiamo prestato tutto il materiale prestabile, computer portatili per gli indirizzi liceali ma anche smartphone per i tecnici e i professionali, che purtroppo hanno perso le esercitazioni in laboratorio. Abbiamo interpellato gli studenti e su 615 soltanto quattro hanno risposto di non avere avuto modo di seguire la didattica online».

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