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Il governatore allarga le maglie ora si può uscire dalla provincia

Jacopo Della Porta
Il governatore allarga le maglie ora si può uscire dalla provincia

Nuova ordinanza di Bonaccini: si muovono anche le famiglie Riaprono le piscine, i Comuni devono decidere le modalità 

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Jacopo Della Porta

REGGIO EMILIA

Si allarga la maglia delle attività consentite in Emilia-Romagna. Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato una nuova ordinanza che interviene sugli spostamenti possibili attraverso indicazioni in vigore da oggi.

La novità principale è che ci si potrà spostare anche in ambito regionale, non più solo provinciale, anche insieme a persone conviventi.

Novità anche sull’attività sportiva, permessa in strutture e circoli sportivi purché in spazi all’aperto e senza contato fra gli atleti.

Ammesse anche le attività sportive acquatiche individuali, con l’accesso alle piscine che potrà avvenire secondo modalità fissate dalle singole amministrazioni comunali.

Spostamenti

Gli spostamenti per raggiungere le seconde case, camper o roulotte, imbarcazioni o velivoli di proprietà per attività di manutenzione e riparazione, vengono dunque consentiti nell’intero territorio regionale e non più solo in quello provinciale. Per tutti, resta l’obbligo di rientro in giornata.

La possibilità di muoversi in ambito regionale viene estesa anche agli spostamenti per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o di necessità, come fare la spesa, quelle cioè indicate nel Decreto della Presidenza del Consiglio del 26 aprile (articoli 1, lettera a).

Così come potranno avvenire in ambito regionale gli spostamenti per svolgere individualmente attività sportiva o motoria all’aperto (come per esempio ciclismo, corsa, caccia di selezione, pesca sportiva, tiro con l’arco, equitazione), sempre rispettando la distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività.

Inoltre, le visite ai congiunti e la stessa attività motoria e sportiva - oltre che gli stessi spostamenti per arrivare alle seconde case, camper e roulotte, imbarcazioni e velivoli di proprietà, sempre e solo per le attività consentite – potranno avvenire anche insieme a persone conviventi, non solo individualmente.

Strutture e circoli sportivi

L’ordinanza del presidente Bonacini stabilisce poi che l’attività sportiva sia consentita anche all’interno di strutture e circoli sportivi se svolta in spazi all’aperto, purché consentano il rispetto del distanziamento ed evitino il contatto fisico tra i singoli atleti (un esempio su tutti, il tennis in campi appunto all’aperto).

Viene però specificato che resta sospesa ogni altra attività collegata all’utilizzo delle strutture in questione compreso quello di spogliatoi, palestre, piscine, luoghi di socializzazione, bar e ristoranti. È poi stabilito che l’accesso agli specchi d’acqua per lo svolgimento delle attività sportive acquatiche individuali può avere luogo esclusivamente secondo specifiche modalità definite dalle singole amministrazioni comunali.

TRE DECESSI, 11 NUOVI CONTAGIATI

La nuova ordinanza entra in vigore a quattro giorni dall’avvio della fase due. Ieri a Reggio sono stati comunicati tre nuovi decessi (un uomo di 82 anni e due donne di 75 e 85 anni). Appena 11 i nuovi contagiati. Numeri che indicano che l’epidemia è sotto controllo.

Case protette da ripensare

Nel suo intervento quotidiano il commissario Sergio Venturi (che da sabato cesserà il suo incarico), si è soffermato su alcune considerazioni generali, in particolare su quanto accaduto nelle case di riposo, che «non erano pronte ad affrontare l’epidemia». L’ex assessore alla Sanità ha detto che bisogna ripensare i servizi agli anziani, partendo dalla semplice constatazione che quelli che erano nelle abitazioni si sono salvati, mentre le case protette si sono dimostrate non molto protette. «Bisogna pensare servizi per anziani più rispettosi dei luoghi dove farli rimanere, tenerli il più possibile nelle case, con i figli o le badanti». Si possono immaginare «condomini di residenza, con una portineria sociale e sanitaria, infermieri, medici, animatori». Le case protette che restano «dovranno essere soltanto quelle con accreditamento regionale». —

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