Gazzetta di Reggio

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fabbrico 

Il pusher operaio cassintegrato si dice pentito

Am.p.

In udienza ha detto di essere incensurato e di avere pensato di guadagnare con la droga. Beccato vicino a casa di uno ai domiciliari

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FABRICO

In cassa integrazione e in difficoltà economica, ha pensato bene di investire i suoi risparmi nello spaccio, trasformandosi da onesto operaio a pusher. Ha motivato il suo sbaglio con la difficile congiuntura economica dovuta all’emergenza da Covid 19, Giulio Boldrini, 35 anni, accusato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio per essere stato arrestato con un etto e mezzo di cocaina nel mutande.

«Vado a trovare un collega per questioni di lavoro»: così il 35enne, incappato nei controlli dell’Arma martedì scorso a Fabbrico, aveva giustificato il suo spostamento. Peccato che il 35enne avesse già attirato l’attenzione dei carabinieri proprio perché il collega altri non era che un 39enne del paese noto perché finito ai domiciliari per spaccio. Il 35enne, che alla guida della sua auto si aggirava ripetutamente nei pressi dell’abitazione del collega, era parso sospetto e così i carabinieri avevano deciso di sottoporlo a perquisizione personale: era saltato fuori un involucro di polvere bianca, nascosto negli slip. Comparso ieri in tribunale per il rito direttissimo, Boldrini ha risposto alle domande e ha ammesso la sua responsabilità. L’imputato è un incensurato al suo primo reato. L’operaio in cassa integrazione ha dichiarato di aver commesso un grave errore pensando di poter fare affari nella compravendita di droga; e si è detto pentito e dispiaciuto per il suo comportamento, non certo da professionista del settore. Il pm Isabella Chiesi ha chiesto gli arresti domiciliari, mentre l’avvocato difensore Helmut Bartolini ha sostenuto la remissione in libertà o in subordine una misura meno gravosa, alla luce dell’incensuratezza e dell’episodicità dell’accaduto. Il giudice Donatella Bove, dopo aver convalidato l’arresto, ha deciso per l’obbligo di dimora; non a Campagnola, dove il 35enne risiede da solo, bensì a Carpi dalla figlia, come ha espressamente richiesto lo stesso imputato. La prosecuzione della direttissima è stata fissata al 27 maggio. —

Am.p.

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