Le conoscenze Acer anche per i privati E a disposizione per lo Studentato
Case popolari, il presidente risponde all’appello del vescovo «Nuove difficoltà per gli anziani e le persone sole. Risolviamole»
Il presidente di Acer Reggio Emilia risponde all’appello del vescovo che la Gazzetta ha pubblicato il 5 aprile.
Marco Corradi
L’emergenza sanitaria ha evidenziato la fragilità strutturale del nostro Paese, già minato dalla crisi finanziaria del 2008 da cui stava lentamente uscendo, più povero di prima.
Se da un lato l’esempio straordinario dei sanitari e del sistema del volontariato ha portato a riscoprire la concretezza di alcuni valori fondanti della nostra società – come solidarietà, impegno, sacrificio verso gli altri, senso di comunità – dall’altro la pandemia ha avuto la capacità di accelerare il processo di consapevolezza dei limiti dell’attuale sistema economico e sociale.
Limiti che, dal nostro osservatorio, tocchiamo con mano ogni giorno e che richiedono una cura urgente, tanto quanto il dolore e la sofferenza che ancora in questo periodo riempiono i nostri ospedali.
Modelli economici sbagliati basati sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sugli animali e sull’ambiente, considerato erroneamente risorsa infinita, hanno portato alla creazione di bisogni inesistenti e consumi esasperati e concentrato la ricchezza in un numero sempre più esiguo di persone che favoriscono, perseguendo una visione opposta al bene collettivo, l’aumento delle diseguaglianze.
Un sistema di sviluppo funambolico, che vede le famiglie disorientate e costrette a nuove forme di adattamento per la sopravvivenza sociale, perché basta davvero poco per finire in povertà.
MARKETING POLITICO
Parole quali “sfruttamento” e “rottamazione”, riferite a cose e persone, sono state espressione di un marketing politico che, con un’abile operazione di camouflage, ha ispirato un movimento innovatore fittizio, di cui si è presto mostrata tutta la sua inconsistente vacuità.
Passare dalle idee elementari di sfruttamento e rottamazione a concetti evoluti – come valorizzazione di risorse, capitale umano e competenze, stato sociale, efficienza energetica e innovazione tecnologica, economia circolare e riuso, mobilità sostenibile, aria e acqua pulite, rispetto dell’ambiente e degli animali – richiede la capacità di mettere in atto politiche pubbliche di visione e di indirizzo che vanno oltre il termine naturale di una legislatura e, soprattutto, devono essere pronte a rimodularsi con flessibilità, in base ai mutamenti sociali ed economici o alle emergenze, come quelle di questo periodo.
Parliamo di politiche che per la loro attuazione richiedono condivisione di più soggetti contrapposti tra loro, il cui interesse generale non possa mai essere messo in discussione, ma sia al centro di un confronto in cui il noi prevale sull’io. Gli elementi distintivi che avvalorano la rappresentanza di questo consesso non possono quindi essere scaltrezza, posizione sociale o peso economico, ma reale capacità di contribuire con idee e azioni concrete allo sviluppo sostenibile della città e del Paese.
Una visione politica che si fonda necessariamente sulla capacità di leggere i processi e le complessità dell’evoluzione economica e sociale e che non può formarsi senza la conoscenza, lo studio e l’approfondimento competente della storia di un luogo, del suo territorio, della sua architettura, del suo popolo e delle sue conquiste sociali.
Le idee nate su questi pilastri fondamentali, miscelate a una giusta dose di innovazione e di coraggio porteranno a risultati straordinari, in grado di superare, con umiltà e rigore, anche l’incognita dell’errore, a cui è sempre possibile portare correzione.
La nostra realtà è impegnata principalmente su due temi: la gestione degli edifici residenziali pubblici e la cura delle persone che vi abitano. Temi strettamente correlati che impattano fortemente sul sistema economico e sociale del nostro territorio.
La casa sostenibile
Il tema della sostenibilità dei costi della casa è trasversale, riguarda tutte le famiglie, ma mette in seria difficoltà soprattutto la popolazione anziana e le persone sole, in costante aumento nel nostro territorio, i giovani desiderosi di emancipazione e il ceto medio colpito dalla precarietà o dalla perdita del lavoro.
I costi della casa, in affitto o in proprietà, diventano insostenibili quando il canone di affitto o la rata del mutuo sommati alle spese di gestione (tra cui il riscaldamento) superano il 30% del reddito familiare.
La maggior parte del patrimonio edilizio nella nostra provincia richiede interventi di manutenzione straordinaria e di riqualificazione profonda. Vetusti di diverse decine di anni, gli edifici risultano energivori e particolarmente nocivi per l’ambiente a causa delle alte emissioni di CO2. Gli impianti di riscaldamento domestico, infatti, sappiamo essere tra le principali cause di inquinamento dell’atmosfera. Una situazione che richiede misure urgenti per le forti ripercussioni sulla salute pubblica e, di conseguenza, sul sistema della sanità.
A Reggio la riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale ha un potenziale di alcuni miliardi di euro, con l’effetto non secondario di favorire occupazione, sviluppo di tecnologie e di materiali innovativi con tutto l’indotto che ne consegue.
Un salto tecnologico in grado di rivitalizzare un settore, quello dell’edilizia, fortemente in crisi che per sopravvivere necessita di un vigoroso rinnovamento di tutta la filiera. Allo stesso tempo, rendere le abitazioni efficienti, capaci di produrre energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo, si tradurrebbe in un risparmio medio per famiglia di 1.500 euro all’anno, oltre a garantire maggior sicurezza e comfort abitativo.
LE ESPERIENZE MESSE IN CAMPO
Acer Reggio Emilia è pronta a dare il proprio contributo, a trasferire conoscenza e buone pratiche alla filiera delle costruzioni e ai condomini privati. Le esperienze messe in campo nella riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e l’attività di ricerca sui temi del risparmio energetico, attuata da diversi anni in collaborazione con poli tecnologici, centri di ricerca, università, associazioni di categoria e Unione Europea, dimostrano che la riqualificazione edilizia ed energetica non solo si può fare, ma conviene.
Ognuno può e deve fare la propria parte per sostenere questo percorso di rinnovamento, attraverso la promozione di progetti sostenibili da un punto di vista economico, sociale e ambientale, a partire dalle amministrazioni e dalla Regione, a cui si chiede sostegno tramite finanziamenti, incentivi e strumenti di garanzia.
Nel 2020 i Comuni e Acer Reggio Emilia, per l’edilizia residenziale pubblica, hanno messo in cantiere 20 milioni di euro di investimenti, di cui una parte già appaltata. Acer si è messa a disposizione anche per la realizzazione dello studentato nell’ex Seminario ed è impegnata nella riqualificazione della zona Stazione e di via Paradisi.
Le cura delle persone
Oltre ad occuparsi di gestione degli alloggi, Acer è impegnata a prendersi cura delle persone che li abitano. Negli ultimi anni, l’incremento del numero di persone anziane e di nuclei monofamiliari, di studenti e di lavoratori fuori sede ha richiesto l’adozione di soluzioni abitative differenti e soprattutto di servizi estremamente flessibili.
Se da un lato l’accessibilità e l’applicazione di tecnologie per garantire sicurezza e comfort dell’alloggio sono condizioni necessarie per tutti, appare sempre più indispensabile garantire anche una rete che integri il sistema associativo, le organizzazioni di volontariato e la cooperazione sociale finalizzata a costruire una nuova forma di economia solidale a sostegno delle fasce più fragili della popolazione.
Nuove forme di welfare possono prevedere iniziative di co-living o di co-housing in cui le persone, sostenute e accompagnate nell’autogestione, diventano protagoniste di iniziative di cooperazione e di solidarietà all’interno della singola dimensione abitativa e residenziale, per prevenire e contrastare fenomeni di solitudine e di emarginazione.
La qualità dell’abitare, infatti, non è determinata solo da alloggi moderni, sicuri, energicamente efficienti e tecnologicamente avanzati, costruiti nel rispetto dell’ambiente e della storia dei luoghi, ma anche dalla capacità di sviluppare, in un contesto abitativo allargato, relazioni e servizi utili tramite nuove forme di responsabilizzazione e di valorizzazione di risorse, esperienze e competenze, in grado di sostenere le persone a maggior rischio di fragilità o in momentaneo stato di bisogno. Gli attuali bisogni sono tanti e toccano più fronti, ma altrettante sono le risorse, anche inaspettate o non sufficientemente indagate. Impariamo la lezione e facciamo quindi uno sforzo per tirare fuori il meglio di noi per la città e per il Paese. —
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