Gazzetta di Reggio

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«Le infiltrazioni mafiose si mettono ko con l’arma della lotta alla burocrazia»

Cristina Fantinati (Forza Italia), capogruppo in Provincia e dell’Unione  Bassa reggiana, sulla proposta anti-’ndrangheta firmata dai Comuni 

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L’INTERVENTO

Facilitare l’accesso al credito. Questo l’appello lanciato da Cristina Fantinati, capogruppo in consiglio provinciale e nell’Unione “Bassa reggiana”, oltre che coordinatore provinciale di Forza Italia, che torna su un tema sollevato nei giorni scorsi a seguito della lettera inviata ai cittadini prima dal sindaco di Brescello Elena Benassi, poi sottoscritta anche dai sindaci di tutta l’Unione. Al centro della lettera, l’avvertimento ai cittadini sul non cedere alle proposte della malavita che in questo periodo cercherà di insinuarsi nel mondo del lavoro, proponendo facili soluzioni ai problemi economici dettati dal blocco causato dal Covid-19.

«Sono sempre grata ai nostri sindaci – scrive la Fantinati – quando si battono per la lotta alla criminalità organizzata e alle mafie in genere. Ho seguito sulla stampa locale l’appello del sindaco di Brescello in cui chiede agli imprenditori, commercianti, artigiani e professionisti, che si trovano in emergenza di liquidità a causa del lockdown, di non rivolgersi alle mafie per trovare risorse economiche perché “con la ’ndrangheta non si fanno affari”. Una lettera-appello in cui il sindaco dice che costoro “hanno nomi ben precisi: si chiamano usura, mafie, ‘ndrangheta. Non sono benefattori, ma approfittatori. Rivolgetevi a noi per affrontare i vostri problemi”. Anche il procuratore distrettuale antimafia di Bologna si è attivato e ha assicurato l’attenzione della magistratura sul tema in questione. Il prefetto – aggiunge la Fantinati – ha poi rilanciato la necessità di un costante monitoraggio. E’ poi intervenuta Camilla Verona, presidente dell’Unione Bassa reggiana che, a nome di tutti i sindaci della Bassa, appoggia la missiva del sindaco di Brescello». La Fantinati entra nel dibattito proponendo una soluzione. «Il tema è sicuramente scottante – prosegue – e i rischi ci sono tutti, però mi sento di consigliare un’arma che metterebbe da subito ko le infiltrazioni mafiose e che nessuno fin qui ha messo al centro del problema: quest’arma si chiama lotta alla burocrazia ed è la più potente arma contro la criminalità organizzata nell’emergenza economica Covid19. Lo dico da amministratore pubblico, ma ancor prima da imprenditrice, perché ho toccato con mano la difficoltà per poter accedere a tali finanziamenti del governo Conte: non è possibile ottenere facilmente e con rapidità tali fondi per le infinite difficoltà burocratiche e per la miriade di moduli, certificazioni e documentazione varia richiesta. Ma come si possono richiedere questi prestiti garantiti dallo Stato? Innanzitutto ogni banca utilizza moduli e criteri diversi, ma resta il fatto che il meccanismo è veramente complesso, bisogna mettere in conto la parcella di un consulente che ci supporti nella compilazione di una serie infinita di documenti. Alle partite Iva in questo momento non verrebbe mai in mente di bussare alla porta dei mafiosi per avere denaro, ma il denaro deve essere erogato dalle banche con rapidità e senza tanti intoppi burocratici, questa sarebbe la condizione necessaria e sufficiente a tenere lontane le mafie, senza scomodare le forze dell’ordine e senza bisogno di fare monitoraggi e controlli mirati».

«Faccio pertanto appello – conclude la Fantinati – a questi sindaci della Bassa reggiana, tutti politicamente di area Pd, di risolvere immediatamente il problema rivolgendosi ai loro ministri, affinché venga velocizzata, semplificata e snellita la procedura di accesso al credito per l’emergenza Covid19, perché i soldi servono adesso alle imprese, altrimenti il rischio resterà, nonostante i controlli della Finanza e le lettere e gli appelli dei sindaci». —

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