Scintille tra giunta e opposizione sugli sconfinamenti fuori provincia
Botta e risposta tra Alternativa Civica e l’assessore Ferri poi arriva l’ordinanza di Bonaccini che apre i confini
SANT’ILARIO
Polemica sugli spostamenti per necessità tra Comuni confinanti con province diverse. Un argomento che ha fatto finire il Comune di Sant’Ilario nel mirino delle polemiche negli ultimi giorni. Attriti che sono poi stati attenuati dall’ordinanza regionale di ieri pomeriggio che “libera” gli spostamenti tra province confinanti. Sia come sia, la polemica è stata accesa.
Secondo il gruppo Alternativa Civica per Calerno e Sant’Ilario, «mentre in Val d'Enza i Comuni confinanti con la provincia di Parma fanno accordi per consentire ai cittadini gli spostamenti per necessità, il Comune di Sant’Ilario ancora non ha preso accordi né con il Comune di Parma né con quello di Montechiarugolo. Basterebbe fare un'ordinanza in accordo tra sindaci, emettere una semplice ordinanza e trasmetterla agli organi di controllo come hanno fatto i sindaci di Montecchio, di San Polo e come sta facendo anche il sindaco di Gattatico». E sempre sull’onda della mobilitazione dei sindaci, “patti” sono stati stretti nelle scorse ore anche tra San Polo e Traversetolo, in provincia di Parma.
Per il gruppo consigliare santiliarese, l’assessore Fabriazio Ferri avrebbe spiegato che il mancato via libera agli spostamenti verso Parma, sarebbe stato motivato dalla necessità di «favorire il commercio locale»-.
«I supermercati – proseguono fli esponenti di Alternativa Civica – sono catene che hanno punti di vendita in tutte le città: si può andare a Reggio Emilia al Conad o all'Esselunga ma con la scelta del Comune di Sant’Ilario i cittadini non si può andare a Parma che notoriamente è più vicina e frequentata per motivi di lavoro da tanti santilariesi. Probabilmente – concludono – chi amministra il paese non sa che si potrebbe andare per necessità al Cerreto o a Reggiolo ma non a San Prospero di Parma. In sostanza solleva un problema che non esiste. Esiste invece il problema dei piccoli negozi del paese la cui maggior parte è chiusa da mesi e che aspetta risposte concrete anche dal nostro Comune il quale risponde con vaghe promesse, generiche attenzioni e con un sostanziale silenzio».
La risposta dell’assessore Feri non si è fatta attendere. «Sono rammaricato che si continui a polemizzare su qualsiasi tema – afferma – Mi sono limitato a fare un ragionamento più ampio e di buon senso a poche ore dall’inizio della fase 2. Mi sono chiesto se anziché pensare immediatamente ad andare fuori provincia (qualunque essa sia) non fosse il caso, intanto, di prediligere il commercio locale che offre una ampia gamma di opzioni per gli acquisti e ho ricordato che esiste ancora la necessità di essere cauti con gli spostamenti sottintendendo sia sul territorio comunale che provinciale».
L’assessore santiliarese ricorda anche che più volte ha invitato a visitare l’App del Comune dove è possibile rintracciare alcune delle attività commerciali che si sono rese disponibili a fare servizi anche di consegna a domicilio. «Inoltre – conclude Ferri – ricordo che i comunicati ufficiali sono reperibili sulla pagina Facebook e sul sito del Comune o in alternativa è possibile contattare il servizio civico che insieme agli altri uffici ha comunque continuato a garantire in maniera ridotta, ma efficiente, i servizi per il pubblico durante le settimane scorse. Per concludere non comprendo la necessità e lo scopo di questa nuova polemica». Ieri pomeriggio, poi, è arrivata l’ordinanza regionale con cui si supera il problema.—
Da.Al.
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