«Attenzione alle frodi Serve più legalità»
REGGIO EMILIA
«Purtroppo c’è tanto da fare prima di ripristinare la legalità nel settore mascherine», esordisce il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Emilia Edoardo Moro, che esprime «la necessità di fare chiarezza tra i cittadini per evitare frodi, ne ho parlato anche con il prefetto».
«Sono tre le tipologie di mascherine: Dpi (dispositivi di protezione individuale), mascherine generiche e chirurgiche – spiega il colonnello –. Il Dpi è come un giubbetto antiproiettile che protegge completamente chi lo indossa: sono le famose FFP2 e FFP3 (la FFP1 non è idonea), le uniche che fanno da barriera in caso di contatto con un contagiato. Le si riconosce dal fatto che hanno il filtro e aderiscono perfettamente, in modo tale non consentire l’ingresso di aria. L’unico difetto è che hanno una durata limitata: dopo qualche giorno sono da buttare».
I Dpi sono riservati ai lavoratori e necessitano di autorizzazione da parte dell’Inail. Chiaramente il prezzo lievita, ma «non si dovrebbe superare i 10 euro». Le mascherine generiche, quelle di stoffa e senza filtro, sono le più diffuse.
«Proteggono gli altri da un possibile contagio (come starnuti e saliva emessi da un asintomatico), ma non proteggono affatto chi le indossa». Il pro è che sono lavabili ed economiche e «si possono produrre anche in casa, anzi è consigliabile, l’unica prescrizione è che non creino allergie».
La mascherina chirurgica è una terza categoria. «Equivale alla mascherina generica (cioè protegge sempre gli altri e non chi la indossa) però è sottoposta ad un test di certificazione ed è riservata ai sanitari; gli altri non dovrebbero comprarla. Sopra dev’esserci scritto “mascherina chirurgica” e il marchio Ce, mentre il produttore ha l’obbligo di essere autorizzato dall’Istituto Superiore della Sanità. Il prezzo calmierato da 0,50 centesimi si applica solo alle chirurgiche».
Come distinguere nella giungla del mercato? «Basta controllare gli elenchi di Inail e dell’Istituto Superiore della Sanità. L’Inail addirittura aggiorna l’elenco ogni giorno e per regione».
Con un trucchetto: «Se per caso un produttore che vuole produrre Dpi riceve esito negativo, non deve buttarle: le può rimettere sul mercato come mascherina generica».
I link consigliati sono per quanto riguarda i controlli sulle Dpi si trovano all’indirizzo www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/news-elenco-dpi-validati-inail-2020.html e, per le mascherine generiche, all’indirizzo www.iss.it/procedure-per-richiesta-produzione-mascherine. —
Am.P.
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