Gazzetta di Reggio

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REGGIOLO, LA PROTESTA 

Furti di attrezzi agricoli e rete antigrandine «Indifesi e disarmati»

A.V.

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REGGIOLO

Con l’arrivo della bella stagione, sui campi tornano i prodotti della terra ma anche i primi disagi per gli agricoltori, chiamati a fronteggiare furti e atti vandalici. Negli ultimi giorni i contadini della Bassa reggiana stanno facendo i conti con ladri di attrezzature le cui visite generano danni importanti e non lasciano ben sperare in vista della maturazione delle angurie. Nei gruppi di Whatsapp che riuniscono i coltivatori della zona sono emersi episodi in serie che hanno fatto “alzare le antenne” ai proprietari. Uno degli agricoltori ai quali è andata peggio è Mauro Torelli (nella foto) di Campagnola, che dal proprio terreno di Reggiolo, sabato scorso, ha visto sparire una turbina a motore. «Mi sono accorto della sparizione – afferma Torelli, che ogni anno allestisce il proprio chiosco di angurie all’ingresso di Reggiolo, nei pressi della Fiuma – alcuni giorni fa. Ero abituato a trasportare questa turbina ogni volta, ma nell’ultima occasione l’ho lasciata montata per tre giorni lungo l’argine. Quando sono andato per staccarla, sabato sera, mi sono accorto che l’avevano portata via, lasciando solo il telaio. Una doppia beffa perché, oltre alla perdita dell’attrezzo e del suo valore, dovrò spendere non poco per ripristinare ciò che è stato danneggiato».

Ma Torelli non è l’unico a essere stato preso di mira negli ultimi tempi. Sempre in zona, un altro agricoltore si è visto rubare “a rate” la rete antigrandine, utilizzata per proteggere le colture. Un tipo di furto, questo, diventato sempre più “di moda” e che ha spinto diversi agricoltori, molto spesso, a smontare queste reti la sera e portarsele a casa, pur di evitarne il furto. Questi sono solo alcuni degli esempi dei disagi che oggi i produttori locali (già chiamati a dover far fronte alle sgradite visite di cornacchie, nutrie, lepri e caprioli) si trovano ad affrontare.

«Quando i terreni inizieranno a essere pieni di prodotti da raccogliere – continua Torelli – come faremo? Purtroppo questa gente, che a nostro avviso è “nostrana” e opera in gruppo, con persone che fanno da palo e altre che agiscono, oltre a rubare lascia una devastazione quando attraversa i campi. Non possiamo recintare i poderi e non abbiamo la forza di sorvegliare costantemente la terra. Non ci sentiamo tutelati davanti a questo fenomeno, che non è nuovo. Al di là dei furti, è ormai diffuso in campagna un modo irrispettoso di comportarsi, che si concretizza in dispetti e atti vandalici. Siamo disarmati».—

A.V.

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