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La richiesta della Val d’Enza: «Ora riaprite il Franchini»

Daniela Aliu
Il volantino della petizione per riaprire il Franchini
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Il volantino della petizione per riaprire il Franchini

Montecchio, il sindaco Torelli: «Tornerà in funzione quando sarà in condizioni di sicurezza rispetto alla pandemia. Verranno riorganizzate le nostre strutture ospedaliere» 

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MONTECCHIO. Con l’inizio della Fase 2 dell’emergenza Covid i cittadini chiedono la riapertura dell’ospedale Franchini, e lo fanno con una petizione, che gira online da alcuni giorni, in cui si afferma che la popolazione della Val d’Enza è in attesa. È un’esigenza sentita dagli abitanti dei Comuni della zona, infatti, che ora hanno necessità di poter contare sul Franchini.Con l’emergenza Covid 19 l’ospedale di Montecchio è stato un gran parte chiuso e i malati di patologie diverse dal virus sono stati costretti ad aspettare o a rivolgersi altrove. Ora però sono trascorsi quasi due mesi di stop totale e l’attesa per avere delle cure o le difficoltà nel doversi rivolgersi ad altre strutture sanitarie stanno diventando pesanti.

La stessa situazione di disagio viene vissuta dalla donne che stanno portando avanti una gravidanza e che si sono trovate con il punto nascite di Montecchio chiuso da un giorno all’altro. «Ho una gravidanza difficile – afferma una donna incinta –. Sono costretta ad effettuare visite continue. Voglio partorire al Franchini, non fare avanti e indietro dal Santa Maria di Reggio Emilia. A Montecchio abbiamo un reparto di Ostetricia e Punto nascite ottimi e personale medico preparato: non posso permettermi di fare viaggi in macchina di continuo. Spero davvero nella riapertura del Franchini in estate».

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Qualche rassicurazione arriva dal sindaco di Montecchio, Fausto Torelli: «Il Franchini riaprirà, e su questo non ci sono dubbi –afferma – ma la situazione impone di pensare primo di tutto alla sicurezza. Siamo nella fase 2 dell’emergenza, saranno settimane di osservazione per capire se abbiamo messo sotto controllo la pandemia. E per controllo intendo la riduzione dei contagi e l’aumento dei guariti. In questo momento bisogna pensare a una diversa gestione della sanità provinciale anche perché, ancora, non possiamo essere certi di aver superato del tutto l’emergenza Coronavirus. Dunque la prima cosa da fare sarà la riorganizzazione delle nostre strutture ospedaliere».

Per quanto riguarda il Franchini, Torelli è esplicito: «L’ospedale di Montecchio è una struttura non Covid, per questo dovremo aspettare almeno altre tre settimane anche perché il personale medico e infermieristico dell’ospedale di Montecchio che è stato distribuito in altre strutture sanitarie o nelle residenza per anziani, proprio per far fronte all’emergenza». Su una possibile data di riapertura il sindaco resta vago: «Ripeto che non esistono dubbi sull’apertura dell’ospedale ma è condizionata all’andamento della fase 2. Da parte mia e altri sindaci c’è l’impegno che l’ospedale apra in tempi brevi, certamente, ma in sicurezza. I cittadini della Val d’Enza devono stare tranquilli che la struttura riaprirà con tutti servizi. In queste settimane di osservazione – prosegue – di certo non rimarremo fermi, lavoreremo a una struttura sanitaria programmata diversamente e con nuovi schemi, con diverse caratteristiche e percorsi ospedalieri: meno attesa, poche file e più tempo per le visite. Inoltre gli ambulatori e la degenza devono essere preparati con le nuove norme Covid». Riapertura prevista anche per il Punto nascita: «Ma bisognerà attendere – conclude Torelli – il rientro degli anestesisti nella struttura».

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