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Morta l’attrice Zara della Palanca sbusa, regina del dialetto e storica volontaria

Andrea Vaccari
L'attrice dialettale Zara barbieri, morta a 78 anni
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L'attrice dialettale Zara barbieri, morta a 78 anni

Gualtieri, Barbieri aveva 78 anni e lottava da tempo con la malattia Nel 1983 fondò la nota compagnia con Armando Avanzi

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GUATIERI.La comunità di Gualtieri saluterà oggi l’allegria e il sorriso di Zara Barbieri, storica cofondatrice della compagnia dialettale “La palanca sbusa”. La donna, 78 anni, è morta mercoledì all’ospedale di Guastalla, dov’era ricoverata da lunedì: combatteva da tempo con importanti problemi di salute, ma sembrava che le cure – come già avvenuto in passato – stessero facendo effetto; poi le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate, sino alla morte. La Barbieri contribuì a fondare la compagnia nel 1983 insieme ad Armando Avanzi e in tutti questi anni è stata una presenza fissa nelle commedie dialettali. Parlava un dialetto gualtierese perfetto – da vera “madrelingua” – con le giuste intonazioni ed era un punto di riferimento per i giovani, per i quali ha fatto da “mamma” artistica.

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La sua passione per la recitazione era infinita tanto che, nonostante le condizioni di salute non ottimali, era riuscita a recitare sino a febbraio: le sue ultime apparizioni risalgono al 15 febbraio al teatro “Ruggeri” di Guastalla e al 16 al centro sociale di Suzzara, con “Le sorelle Trapunta”.In particolare, nelle rappresentazioni era solita ricoprire il ruolo della Cesira, divertente e simpaticamente ingenua. La compagnia “La Palanca sbusa” ha ricordato così l’amica sulla propria pagina Facebook: «Zara ci lascia con un vuoto enorme. In ogni sua rappresentazione riusciva a dare colore e vita ai personaggi che rappresentava e tutto con lo scopo di far divertire il pubblico che amava. Grazie Zara, tutti noi ti vogliamo abbracciare per dirti che rimarrai sempre nei nostri cuori e dove ci sará un palco per noi ci sarai sempre anche tu».

Barbieri non era nota solo in ambito artistico, in paese era una vera e propria istituzione poiché ha fatto parte del mondo del volontariato militando nell’Avo, nell’Avis e nella Proloco, per la quale prestava servizio in occasione delle mostre a Palazzo Bentivoglio. Ma soprattutto, a lei – che aveva frequentato anche l’oratorio nelle vesti di catechista – si deve la fondazione del cosiddetto “Gruppo Cappucino”, nato inizialmente tra amiche che si ritrovavano la domenica al bar dopo la messa delle 8, e che poi è arrivato a includere decine di persone: in questi anni il gruppo ha raccolto diversi fondi destinati alle missioni nei Paesi più poveri, in particolare a sostegno dei bimbi.

La 78enne era vedova da alcuni anni del marito Piergiorgio Bonini, con il quale aveva gestito l’azienda agricola vicino alla loro abitazione. La donna (peraltro sorella di Fernando Barbieri, noto musicista gualtierese), lascia i figli Chiara, Patrizia, Federica e Massimo, oltre a numerosi nipoti e altri parenti.
 

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