Gazzetta di Reggio

Reggio

la risposta dei sindaci 

«Salviamo il patrimonio artistico che nutre le nostre comunità»

«Salviamo il patrimonio artistico che nutre le nostre comunità»

Il documento è sottoscritto dal presidente della Provincia «Pronti a fare la nostra parte non appena il governo avrà definito le regole»

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REGGIO EMILIA

«Come sindaci riconosciamo il valore di un patrimonio che rappresenta il collante del nostro vivere sociale e civile e che si articola in una vasta e straordinaria rete che tiene insieme persone e luoghi, memoria e futuro: stagioni teatrali, concerti, conferenze, iniziative culturali».

Inizia così il documento redatto dai sindaci dei 42 comuni di Reggio Emilia e sottoscritto dal presidente della Provincia, Giorgio Zanni, a sostegno del mondo della cultura, fra i settori più sofferenti per le chiusure imposte a causa dell’emergenza sanitaria. Un mondo fatto «da tutta una rete di professionisti, imprese culturali, compagnie, associazioni e circoli che contribuiscono quotidianamente a definire l’identità di un territorio».

In attesa di conoscere i piani del governo sul tema della riapertura dei luoghi culturali (teatri, cinema, circoli, sedi di associazioni...) e su quali saranno le nuove norme e protocolli da seguire per poter riprendere le attività (che coinvolgono un ampio spettro di eventi, da quelli all’aperto fino alle attività nelle scuole), i sindaci riconoscono che il patrimonio artistico della provincia «è un vero nutrimento per le nostre comunità e una grande opportunità soprattutto per le giovani generazioni che si avvicinano al teatro, alla musica o alla danza».

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria, si legge, «tutto il mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo si è fermato. La necessità di garantire un distanziamento fisico tra le persone ha inevitabilmente sospeso ogni attività in essere nei nostri territori, fermando l’opera di numerosi professionisti e addetti ai lavori, la maggior parte dei quali privi di ammortizzatori sociali. Occorre, infatti, sempre ricordare che “cultura” non è solo passione, ma è anche economia e che intorno al fare cultura si articola un vasto mondo di lavoratori».

«Consapevoli che il distanziamento fisico non può significare distanziamento sociale – proseguono i sindaci nel loro documento – vogliamo raccogliere l’appello delle scuole teatrali e delle associazioni culturali per farci portavoce di questa situazione ed esprimere tutta la nostra preoccupazione per il perdurare dello stato di incertezza che rischia, prima di tutto, di causare danni irreparabili ai professionisti e alle realtà che vivono di cultura e, conseguentemente, di impoverire profondamente le nostre comunità che, intorno ai teatri, ai festival, alla musica, alle scuole di teatro, di danza e di musica, si ritrovano e crescono». «Il pragmatismo che contraddistingue il nostro territorio, unito ai valori e al senso di prospettiva – concludono – ci guideranno nel trovare risposte concrete a sostegno di tutto il mondo della cultura per ripartire in totale sicurezza e ridare certezze a un settore che, al momento, ne ha realmente poche. Pronti a fare la nostra parte non appena saranno definite regole chiare, protocolli e un piano concreto di sostegno al settore da parte del governo». —

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