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Furto all’isola ecologica Il 61enne si scusa in aula e il giudice lo scarcera

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Non è più in cella l’operaio 61enne che mercoledì sera è stato bloccato dai carabinieri per un furto all’isola ecologica di Montecavolo.

La liberazione è stata decisa – ieri mattina, in tribunale a Reggio Emilia – dal giudice Giovanni Ghini nell’ambito dell’udienza di convalida dell’arresto. Assistito dall’avvocato Vito Pellegrino, il 61enne ha raccontato che, passando quella sera dal centro raccolta rifiuti, ha notato un buco nella recinzione (nega di averla tagliata, come invece sostengono gli inquirenti) e non è riuscito a resistere alla tentazione di entrare, per poi impossessarsi di cavi elettrici, alcuni boiler e ricambi per lavatrice. Dice di non averli presi con fini di vendita, ma solo perché si diletta nel raccogliere pezzi di ricambio ed aggiustare vecchi elettrodomestici. Si è detto pentito e si è scusato («Ho fatto una sciocchezza») con il giudice Ghini durante l’interrogatorio. Per l’operaio – con precedenti penali, ma datati nel tempo – la Procura non ha chiesto misure restrittive, resta l’accusa di furto che verrà discussa – a processo – il 4 giugno. L’avvocato Pellegrino ha, infatti, chiesto uno slittamento del procedimento per poter valutare meglio gli atti d’indagine e probabilmente poi puntare su un rito alternativo.

Secondo i carabinieri della stazione di Quattro Castella, l’uomo ha tagliato la rete (sequestrati vari attrezzi usati per entrare nel centro di raccolta) e ha avuto tutto il tempo di selezionare, indisturbato, ciò che voleva rubare, ma non ha fatto i conti con il controllo di routine di una pattuglia. —

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