Gazzetta di Reggio

Reggio

casalgrande 

In casa con la droga c’era anche un’arma con 58 munizioni Due gli arrestati

EL.PE.
In casa con la droga c’era anche un’arma con 58 munizioni Due gli arrestati

Ieri in udienza la difesa: acquistata per uso personale da un operaio cassintegrato che ogni tanto spaccia

2 MINUTI DI LETTURA





Casalgrande

Droga, soldi, ma soprattutto una pistola Smith &Wesson calibro 38 perfettamente funzionante e 58 munizioni dello stesso calibro senza camiciatura, abusivamente detenuti.

GLI ARRESTI

È quanto è stato trovato a casa di un operaio in cassa integrazione, Mauro Pellati, 60enne di Casalgrande, finito in manette assieme all’amico, un 53enne di origine magrebina, Abdessamad El Habdi, da qualche tempo ospitato da lui.

Ad arrestare i due, giovedì sera, sono stati i carabinieri della compagnia dei carabinieri di Sassuolo (Modena). I militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia d’oltre Secchia contestano ai due la detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di armi e munizioni in concorso.

È in seguito alla perquisizione personale che sono stati rinvenuti 4,5 grammi di cocaina divisa in dosi e denaro: si parla di 825 euro, che per gli investigatori sono provento dell’attività illecita.

Durante il blitz è stato fermato anche un acquirente, il quale ha dichiarato che da lì a poco avrebbe acquistato la droga dai due.

È dalla perquisizione domiciliare, a Casalgrande, cheè spuntata fuori l’arma.

Qui, infatti, oltre a materiale per il confezionamento dello stupefacente, è stata rinvenuta la pistola Smith &Wesson. L’arma è stata sequestrata sarà trasmessa al Ris per gli accertamenti tesi a verificare se è stata utilizzata.

L’UDIENZA

Ieri mattina i due sono comparsi davanti al giudice Giovanni Ghini, nel palazzo di giustizia di Reggio Emilia, per l’udienza di convalida.

Pellati, difeso di fiducia dall’avvocato Mattia Fontanesi, ha ammesso di essere un consumatore di stupefacente e che di tanto in tanto cede dosi. Sulle spalle ha un precedente, ma molto datato nel tempo.

Ha ammesso anche che quell’arma trovata a casa è sua, chiarendo le circostanze dell’acquisto: due anni fa l’avrebbe comprata illegalmente per difesa personale. Ma ha detto di non averla mai utilizzata. L’arma, peraltro, non risulta oggetto di furto.

Il pubblico ministero Isabella Chiesi ha chiesto i domiciliari per Pellati e il divieto di dimora per il magrebino, difeso dall’avvocatessa Romina Ferrari. Cosa che è stata accordata dal giudice per entrambi.

L’udienza del processo è stata fissata per il prossimo 28 maggio. —

EL.PE.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google