La Cgil saluta Antonella De Miro «Il coraggio non va in pensione»
I segretari Giove e Bosco scrivono all’ex prefetto: «Grazie per ciò che ha fatto contro le mafie»
REGGIO EMILIA
«Cara dottoressa Antonella De Miro». Inizia così, come la più classica delle lettere, quella che il segretario Cgil Emilia-Romagna, Luigi Giove, e il segretario della Camera del Lavoro di Reggio, Ivano Bosco, hanno indirizzato al prefetto Antonella De Miro, dal 2009 al 2014 principale artefice della lotta contro il radicamento mafioso nella nostra provincia, che dopo aver ricoperto l’incarico anche a Perugia e a Palermo, dal primo maggio ha raggiunto il traguardo della pensione. Una lettera sentita quella inviata dai due segretari della Cgil, sindacato che, attraverso la costituzione di parte civile, è da sempre in prima linea nei processi di mafia.
«Dopo quarant’anni di infaticabile lavoro nelle prefetture di tante città italiane – scrivono Giove e Bosco – riteniamo giusto e doveroso sottolineare l’importanza dell’attività che ha svolto sui temi del contrasto alle mafie nei nostri territori, della lotta per l’affermazione della legalità e dei diritti. Di queste battaglie, che come Cgil abbiamo assunto tra i nostri compiti prioritari, lei è stata protagonista fondamentale nella nostra Emilia-Romagna, in anni in cui la crisi economica, le conseguenze del terremoto, l’accresciuta forza delle cosche, hanno concorso ad aggredire il sistema di valori e regole che riteniamo insostituibili in uno Stato democratico».
Per i due segretari Cgil, «di questa aggressione i cittadini e i lavoratori sono i primi a subire le conseguenze, attraverso la compressione dei loro diritti e delle libertà fondamentali». E aggiungono: «Contro questa aggressione l’abbiamo avuta al nostro fianco, e siamo stati al suo fianco, negli anni difficili tra il 2009 e il 2014 in cui ha guidato la prefettura di Reggio Emilia». Una lettera in cui si esprime massima stima per De Miro, figura che più di ogni altra ha rappresentato per Reggio l’impegno nella lotta alle mafie: «Abbiamo allora apprezzato il suo rigore e il suo coraggio, ampiamente documentati dalle sentenze di Aemilia, ed abbiamo seguito con ammirazione il lavoro che con eguale coraggio ha portato avanti nella sua Sicilia in questi ultimi anni – aggiungono i due segretari Cgil – Siamo convinti che anche in futuro le sue competenze saranno utili e necessarie alle nostre comunità per vincere le sfide ancora aperte».
Secondo i due sindacalisti, «la prima di queste sfide coinvolge le centinaia di migliaia di lavoratori che rappresentiamo in Emilia Romagna e la possiamo riassumere in un semplice concetto: non si torna indietro. Non si barattano le libertà, non sono consentite violenze, non si calpestano i diritti. Per questo siamo e continueremo ad essere parte civile, come Cgil, in tutti i processi di mafia del Paese, a partire da quelli importanti aperti nella nostra regione. Per questo ci mobiliteremo e ci batteremo ogni giorno e in ogni luogo in cui ciò sia necessario. Sapendo, ne siamo convinti, di incontrare anche il suo apprezzamento. Grazie di cuore prefetto De Miro, per tutto ciò che ha fatto per noi e per tutto ciò che farà in futuro». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
