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La solidarietà si consegna a domicilio con 500 pacchi regalo per ragazzi disabili

La solidarietà si consegna a domicilio con 500 pacchi regalo per ragazzi disabili

I doni saranno consegnati in questi giorni ad altrettante famiglie su iniziativa di Comune e associazioni reggiane

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Nonostante la tecnologia aiuti a sentirsi meno soli in questi mesi di isolamento, non c’è nulla che possa davvero sostituire il calore umano, la gioia di uno sguardo amico, la consapevolezza che c’è qualcuno che tiene e si prende cura di te. Ed è proprio con questo scopo che il Comune sta consegnando in questi giorni 500 pacchi regalo personalizzati ad altrettante persone con disabilità residenti nel territorio, un’iniziativa che si aggiunge a un’analoga consegna già avvenuta ad aprile.

Si tratta di una iniziativa nata all’interno del progetto comunale “Reggio Emilia città senza barriere” su proposta di Errepiù, associazione di promozione sociale, e realizzato insieme ai gestori dei servizi socio-occupazionali e di tempo libero nell’ambito del progetto “Distanti ma Uniti”. Il contenuto dei pacchi-dono è stato pensato e personalizzato a seconda degli interessi dei destinatari. E così c’è ad esempio il “Pacco beauty” c’è tutto il necessario per la cura del corpo: gli appassionati di sport ricevono strumenti per l’attività fisica e indicazioni per un piccolo allenamento quotidiano, altri trovano nella scatola una serie di strumenti utili per riorganizzare la giornata. Il “Pacco artistico” e il “Pacco narrazioni” sono stati pensati per stimolare la creatività e la capacità di raccontare. Chi, invece, aveva avviato un tirocinio e potrebbe avere nostalgia del lavoro riceverà prodotti alimentari e ricette per cimentarsi ai fornelli.

In tutti i pacchi non mancano accorgimenti per proteggersi dal virus, una ricetta sfiziosa e i numeri utili da chiamare in caso di necessità, tutto rigorosamente tradotto in Caa (Comunicazione aumentativa alternativa) dal Gis, Genitori per l’inclusione sociale. C’è anche un pacco destinato agli “Esperti per Esperienza” ossia a coloro che negli ultimi anni si sono messi a disposizione per ascoltare e consigliare.

A preparare i pacchi, in sole due settimane, sono stati gli operatori del Consorzio Oscar Romero, Coress e l’Ovile con prodotti donati da Reggiana Calcio e Farmacie Comunali, con acquisti speciali da K-LAB e Semi Liberi e presso negozi della città. È stato un lavoro corale realizzato dai referenti dei servizi Nessuno Escluso, Cto, Sil, I-lab e Progetti Collettivi, Sap, Spazio Liero, Extra Time, ma anche da Marco Zanichelli art director di Art Factory e Marina Sensati, conduttrice de I Raccontastorie. Un’idea di solidarietà a domicilio nata da un’esigenza: i centri e i progetti di tempo libero indirizzati alle persone con disabilità sono chiusi dal 9 marzo ma le attività non si sono mai fermate.

Si sono spostate infatti dentro le case con modalità diverse, attraverso computer, tablet e cellulari, per dare continuità ai rapporti tra le persone e ai percorsi di autonomia, nonostante il lockdown delle settimane scorse, disposto dal governo nella lotta al contagio da Covid-19. Ma – hanno spiegato gli operatori – mancava qualcosa che lo schermo del pc e del telefono non riuscivano a far passare, qualcosa di tangibile che arrivasse come un regalo. Così è nata l’idea di recapitare nelle case un pacco-dono contenente oggetti diversi accompagnati da indicazioni e suggestioni su come usarli. Un piccolo pensiero per ritrovarsi, appunto, “Distanti ma Uniti”.

L’iniziativa, ancora in corso in questi giorni, è stata molto apprezzata dai destinatari dei regali e dalle loro famiglie che hanno voluto dire il loro grazie agli operatori e ai volontari che si prendono cura di loro. «Volevo ringraziare tantissimo per questo regalo che mi è arrivato – ha detto ad esempio Mirco – penso sia una bella iniziativa, soprattutto in questo momento in cui siamo tutti a casa e ci piacerebbe fare tutto quello che facciamo nella nostra quotidianità. Anche se mi sono rotto le scatole di stare a casa, sto bene e questo è quello che conta».

Più paziente invece Lolita: «Dobbiamo portare pazienza. Vi ringrazio per il pacco che ci avete portato. Vedrete che ci riabbracceremo tutti insieme e faremo tante cose insieme». Ma le consegne hanno reso felici anche i genitori di questi ragazzi: «Il sorriso di Irene, quando ha visto Giada consegnare il pacco, non siamo riusciti a fotografarlo ma ci rimane nel cuore». —

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