Gazzetta di Reggio

Reggio

Fra termometri guanti e controlli riparte il mercato del contadino

Leonardo Grilli

Ieri mattina sono tornate le bancarelle in piazza Fontanesi con ingresso dilazionato e misurazioni della temperatura

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reggio emilia

Fare la spesa al mercato non è mai stato così complesso e, al tempo stesso, così emozionante. L’emozione di un graduale ritorno a una normalità scippata dall’epidemia e che, lentamente, torna a farsi strada fra le maglie dei divieti anti contagio.

Ieri, per la prima volta da quando è stato imposto il lockdown, ha finalmente riaperto il mercato del contadino in piazza Fontanesi.

E per molti reggiani è stata una boccata d’ossigeno. Zucchine, pomodori, punte di Parmigiano Reggiano, olio e ortofrutta in genere si sono improvvisamente trasformati in simboli di una libertà tanto attesa: comprare qualcosa, entrare nel lungo serpentone di transenne che circondava le bancarelle, partecipare a questo momento di riapertura è stato come riconquistare un pezzetto di una vita che sembra distante secoli.

Certo non sono mancate le critiche, spesso costruttive, al farraginoso e inevitabile meccanismo di accesso al mercato ma per lo più il sentimento predominante in piazza è stata una liberatoria soddisfazione.

transenne

Anzitutto, per far mantenere la regola del distanziamento fra le persone ed evitare assembramenti, è stato necessario circondare completamente tutta l’area del mercato con delle transenne. Solamente due i varchi: uno di accesso, all’incirca davanti alla gelateria, e uno di uscita più o meno dalla parte opposta.

In mezzo un lungo e sinuoso serpentone delimitato da altre transenne e nastri che costringeva i reggiani a seguire un percorso obbligato come quando, per uscire da un autogrill, si è obbligati a passare fra gli scaffali con i prodotti in vendita. A vigilare su tutto questo un esercito composto da volontari, e polizia locale.

i controllori

Tutti muniti di guanti e mascherine, ognuno aveva il suo compito. C’era chi, come i ragazzi di Legambiente, passava munito di megafono per spiegare le regole sul distanziamento ricordando, al tempo stesso, di indossare i guanti. Chi non ne era provvisto, invece, doveva rivolgersi a un altro volontario armato di gel per disinfettarsi le mani.

A un’addetta della Privata assistenza spettava invece il compito di misurare, col termometro elettronico, la febbre a chi doveva entrare nell’area del mercato. E a vigilare su tutto questo gli agenti della Municipale.

ingressi e uscite

Per impedire affollamenti all’interno del mercato l’ingresso alla zona è stato dilazionato: non potevano entrare più di una ventina di persone per volta. A regolare il traffico i volontari al varco di uscita che con una radiolina comunicavano ai colleghi all’ingresso quante persone erano andate via e, quindi, quante potevano entrare.

Vietato oziare: i clienti che si fermavano per qualche chiacchiera di troppo al banco venivano presto invitati dai controllori a salutare e andare oltre.

code e assembramenti

Una pratica obbiettivamente poco cortese in condizioni normali, e fortemente criticata anche da qualche ambulante («Così mi portate via i clienti»), ma necessaria vista la lunga coda che si è creata nel giro di poco sotto i portici di piazza Fontanesi. Questo era infatti il luogo deputato all’attesa del proprio turno, una decisione che ha fatto storcere il naso a diversi reggiani e commercianti: «Guardi che assembramento qui sotto, non era meglio stare in strada?».

Una critica liquidata con poche parole dall’assessore al Commercio, Maria Francesca Sidoli, presente ieri mattina: «Possiamo anche fare delle valutazioni rispetto all’assembramento su strada ma devo ricordare che comunque i portici non sono un luogo chiuso».

i pareri dei commercianti

Nonostante qualche comprensibile macchinosità, la giornata ha riscosso il favore della maggior parte degli ambulanti: «Non ci si aspettava che ci fosse un flusso così regolare. Complice la bella giornata molti di quelli che sono usciti hanno avuto voglia di fare un giro al mercato per riprendere le vecchie e sane abitudini».

Certo però le cose sono cambiate: «Questa piazza era un luogo di ritrovo, c’erano persone che venivano solo per fare una vasca. Oggi la realtà è che la gente che c’è al mercato viene solo per comprare». —





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