La Filef ricorda Giovanni Mariotti “garibaldino” morto a 96 anni
REGGIO EMILIA
La Filef di Reggio Emilia ricorda il cavaliere Giovanni Mariotti, presidente della Associazione nazionale veterani reduci garibaldini di Reggio, morto il 27 marzo scorso a 96 anni. Nato a Roma il 9 gennaio 1924, dopo gli studi liceali Mariotti svolse servizio militare durante la seconda guerra mondiale. Si trovava a Firenze quando, l’8 settembre 1943, l’Italia firmò l’armistizio. Decise allora di entrare nella Resistenza e si unì ai partigiani che operavano nella zona, mettendo a disposizione la propria esperienza militare. Dopo la Liberazione, tornò a Roma, ma presto si trasferì a Reggio Emilia, dove viveva la sorella. e iniziò a lavorare come funzionario amministrativo in una scuola superiore.
Qui si appassionò anche all’impegno sociale e politico, diventò dirigente dei “Pionieri”, organizzazione giovanile allora ben radicata, poi aderì al Pci e dopo lo scioglimento ai partiti che ne discesero. Si avvicinò anche alla Filef, diretta da Dante Bigliardi, che come lui era molto legato alle tradizioni garibaldine e patriottiche. In coerenza con le quali, Mariotti partecipò alla attività del Comitato Primo Tricolore guidato da Otello Montanari per il riconoscimento a Reggio Emilia della primogenitura della bandiera nazionale. In occasione del bicentenario (7 gennaio 1997) promosse insieme a Dante Bigliardi le celebrazioni anche tra i connazionali emigrati all'estero.
Nel 1985 insieme a un gruppo di amici (tra i quali l’immancabile Dante Bigliardi) costituì la sezione reggiana Dell’Anvrg (associazione nazionale reduci e volontari garibaldini) della quale ha sempre mantenuto la presidenza per tutta la vita, impegnandosi per la riscoperta e la valorizzazione di storie e luoghi legati al passaggio di Garibaldi e dei garibaldini nel nostro territorio. Per questa dedizione, nel 2016, l’Anrvg gli conferì la croce commemorativa.
Insignito nel 2000 anche della onorificenza di cavaliere della Repubblica, Mariotti era inoltre conosciuto per la vena poetica e satirica che lo portava a comporre sonetti con i quali – sotto lo pseudonimo “Er Crostolo”, simbolo delle sue doppie radici romane e reggiane – sferzava argutamente la politica e le mode. Mai sazio di nuovi interessi, negli ultimi anni si era appassionato alla storia di Matilde, la grancontessa di Canossa. Nonostante ormai faticasse a spostarsi, passava molto tempo in biblioteca per studiare e accrescere le sue conoscenze, delle quali amava conversare con gli amici in qualche bar, davanti a un buon caffè.
Fino all’ultimo, Giovanni Mariotti è restato uno spirito libero e giovane, sempre in prima fila per le idee e per le iniziative in cui credeva. Un vero “garibaldino”, capace di coinvolgere e di trascinare con il suo entusiasmo, ma anche di far sorridere recitando, magari al termine di impegnative riunioni, i versi del suo alter ego “Er Crostolo”.
Filef si unisce con affetto al lutto dei familiari – la moglie Paola, la figlia Marzia, la nipote Francesca, i pronipoti Bianca e Giulio – e di tutti gli amici che lo hanno conosciuto. —
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