Gazzetta di Reggio

Reggio

letture online 

Le favole a distanza del venerdì sera incantano i ragazzi del Galvani Iodi

Le favole a distanza del venerdì sera incantano i ragazzi del Galvani Iodi

L’idea del docente di italiano per il progetto sulla narrazione «Non è una lezione, ma con mia sorpresa partecipano tutti»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

L’appuntamento è tutte le settimane, puntuale, il venerdì pomeriggio alle 18. È questo il momento nel quale i ragazzi della 1a D dell’Istituto professionale per i servizi socio-sanitari Galvani-Iodi si fermano ad ascoltare “Le favole a distanza”. Un appuntamento diventato molto atteso, ideato dal docente di italiano dell’istituto, Alex Ferrari, sul modello delle celebri “Favole al telefono” di Gianni Rodari, uno dei capolavori della narrativa per ragazzi, pubblicato per la prima volta da Einaudi nel 1962: un libro che, al tempo del Coronavirus, sta dimostrando una volta di più tutta la sua attualità, come testimoniato anche da altre testimonianze apparse nei giorni scorsi sulla Gazzetta. Ed è proprio grazie a uno di questi articoli letti Gazzetta che è stata lanciata questa iniziativa, considerata dal professore un’esperienza che «va oltre la didattica a distanza».

IL LIBRO

«In effetti ben ricordavo nella mia mente quel libro di favole che diverse volte mi era stato letto – racconta il docente – erano le “Favole al telefono” di Gianni Rodari, che dopo qualche ricerca nella mia libreria ho subito rinvenuto. Cari ricordi. Anche perché quelle favole, come le favole in genere, contenevano i semplici insegnamenti per la vita che si iniziano ad apprendere nella propria infanzia. E del valore educativo della narrazione effettivamente parlo dall’inizio dell’anno ai miei studenti della 1a D, che frequentano l’indirizzo socio-educativo dell’Istituto Professionale Galvani Iodi, dove insegno».

PROGRAMMAZIONE

Un progetto didattico partito prima dell’emergenza, ma che a causa della chiusura delle scuole rischiava di subire un brusco stop. Così non è stato: «Come dipartimento di lettere, per le classi dell’indirizzo sociale, è stata progettata una programmazione incentrata sulla narrazione – aggiunge Ferrari – in particolare sull’elaborazione e la rappresentazione di una fiaba per bambini fra i 3 e i 6 anni, coinvolgendo anche le discipline di Scienze Umane, Metodologie operative e Lingue. Così fin dal primo giorno, poco dopo aver chiamato nel cortile esterno i nomi dei ragazzi per la formazione della classe, ho iniziato a parlare loro del valore formativo ed educativo della narrazione, partendo, forse osando un po’ troppo, da Gould e Bruner e dalla teoria dell’homo narrator. Purtroppo, l’isolamento a cui ci ha costretto la diffusione del Covid-19, non ci voleva. Niente di peggio per una prima di un istituto professionale, che aveva appena iniziato a costituirsi come gruppo-classe. E mi ero accorto, peraltro, che diversi dei miei ragazzi non avevano mai sentito parlare di molte favole, di cui davo per scontata la conoscenza. Come La volpe e l’uva, La cicala e la formica, Il topo di campagna e il topo di città».

ONLINE

Di qui l’idea di proseguire anche da casa, attraverso i mezzi messi a disposizioni per le lezioni a distanza: «Il team della dirigenza, guidato dalla preside, dottoressa Nunzia Nardiello, nel giro di pochi giorni dopo la “chiusura” si è prodigato per la messa a punto di ogni strategia, garantendo la continuità didattica a tutti gli studenti. La piattaforma su cui si appoggia l’Istituto è quella di Google Education. Dalla fine di febbraio ho tentato in ogni modo di ingegnarmi per non “perdere” contatto con loro, fino a quando mi è venuta un’idea. Proprio (o quasi) come nel libro di Rodari, leggere una favola ogni venerdì, verso le 18, prima di sera, per una quindicina di minuti e poi commentarla insieme e discutere sul significato educativo. Non essendo una lezione, i ragazzi erano liberi di aderire o meno all’iniziativa e temevo che in pochi si sarebbero collegati su google.meet. Ma, con mia grande sorpresa, non è stato così. Quasi tutta la classe, alle 18 del primo incontro fissato, era in attesa della favola. Così ogni venerdì alle 18, per la 1a D è l’ora della “Favola a distanza». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google