Pranzo stellato alla mensa della Caritas per ricordare don Luigi Guglielmi
L’ex direttore della Caritas morì improvvisamente il 10 maggio 1996. Mercoledì ai fornelli ci sarà Andrea Incerti Vezzani
REGGIO EMILIA. Sono tanti i modi di collaborare per alleviare i disagi di chi non ha risorse. Alla Mensa della Caritas, per la folla di sventurati che la frequenta, c’è addirittura chi ha pensato a un pranzo “stellato”. Questa volta i beneficiari della mensa gratuita avranno infatti la possibilità di mangiare un pasto di alta qualità. A cucinare – non a servire a tavola – saranno infatti lo chef Andrea Incerti Vezzani, la moglie Marcella e una parte dello staff del Ristorante Cà Matilde di Rubbianino. Il mondo della cucina incontra così quello della povertà e l’arte culinaria andrà a coniugarsi con il mondo della precarietà.
L’appuntamento è fissato per mercoledì 13 maggio e la scelta della data non è casuale. Ricorre infatti in quei giorni la morte di don Luigi Guglielmi che ha diretto la Caritas diocesana reggiana dal 1992 al 10 maggio 1996, quando è improvvisamente scomparso lasciando vasto cordoglio ed il ricordo di una persona “amica dei poveri”. All’iniziativa collaborano il Consorzio del Parmigiano Reggiano, Crovegli Carta, Conad e i volontari che quotidianamente garantiscono il servizio di ristoro.
«I frequentatori della Mensa della Caritas – scrisse don Guglielmi – vengono a chiedere un piatto di minestra, ma in realtà chiedono ben altro: le buone maniere, un piatto buono ma offerto con carità e discrezione, chiedono di essere ascoltati e di essere riconosciuti anche se si presentano in modo provocatorio. Soprattutto chiedono qualcosa di più profondo di un pezzo di pane: una ragione di vita e di speranza». Stavolta per tutti loro ci sarà anche un super pranzo considerando chi sarà ai fornelli.
Ricorre quindi oggi l’anniversario della scomparsa di don Luigi Guglielmi morto improvvisamente il 10 maggio 1996, poche ore dopo aver celebrato una messa per il Rwanda. Nato nel 1945, don Luigi Guglielmi entrò in Seminario a Reggio dove divenne prete nel giugno del 1969, insieme con uno dei fratelli, padre Tiziano, missionario dei “padri bianchi”, che morì tragicamente, ancora giovane, in un incidente aereo in Rwanda, dove era parroco di Rwamagana. Don Luigi, dopo l’ordinazione, fu per cinque anni studente di musica al Pontifico Istituto di Musica sacra. Rientrato in diocesi nel 1974, operò nella parrocchia di Santo Stefano come viceparroco; simultaneamente si dedicava all’Azione cattolica ragazzi e alla formazione musicale per la liturgia; nel 1976 fondava la Scuola diocesana di musica, divenuto poi Istituto diocesano di musica e liturgia che diresse fino al 1994. Il legame con il fratello l’aveva portato a interessarsi della missione, in particolare con il Rwanda: don Luigi fu tra i promotori del “Centre de santé P. Tiziano”. Divenuto parroco di Castellazzo e Roncadella, nel 1992 don Luigi venne chiamato dal vescovo Paolo Gibertini a dirigere la Caritas diocesana. Gli anni nei quali si dedicò alla Caritas sono stati di grande intensità e non per nulla il nome di don Luigi resterà per sempre legato alla sensibilità con cui diresse la Caritas diocesana richiamando l’attenzione sulle diverse forme di povertà. —
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