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Prende per il collo la carabiniera, arrestato

Prende per il collo la carabiniera, arrestato

L’uomo, 55 anni, era sotto l’effetto dell’alcol quando ha aggredito i famigliari. La figlia ha chiesto aiuto al 112

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Prima se l’è presa con la figlia 18enne, poi non ha esitato a mettere le mani al collo alla carabiniera che è intervenuta nella sua casa per quell’aggressione in famiglia.

È quanto accaduto a Montecchio, venerdì sera verso le 20.30. È stata la stessa ragazza a chiedere aiuto al 112, quando il padre – un agente di commercio di 55 anni – ha iniziato a buttare all’aria suppellettili e a inveire contro i famigliari.

Ma a costare all’uomo l’arresto è stata la reazione senza controllo nei confronti dei militari intervenuti. In particolare, se l’è presa con la carabiniere donna: l’uomo l’ha afferrata per la gola scaraventandola a terra e causandole lesioni giudicate guaribili in 5 giorni. Per il 55enne l’accusa è resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri la vicenda si è sviluppata in due momenti. Il primo quando il capofamiglia in evidente stato d’ebrezza è andato in escandescenze inveendo contro i familiari e particolarmente contro la figlia, causando danni anche agli arredi di casa. Il secondo momento poco dopo, quando una pattuglia della stazione di Sant’Ilario d’Enza è stata fatta intervenire nell’abitazione per cercare di portare alla calma l’uomo.

Quest’ultimo alla vista dei militari si è agitato ancora di più. Da qui l’arresto.

Poche ore dopo, cioè ieri mattina, il 55enne è stato interrogato in tribunale a Reggio Emilia dal giudice Sarah Iusto nell’ambito dell’udienza di convalida dell’arresto.

Difeso dal legale Antonio Silipo, l’arrestato ha detto di attraversare un momento buio, perché da due mesi non lavora e ha seri problemi di salute. Una situazione in cui, per lui, non è facile tenere i nervi sotto controllo e finita la cena ha litigato con la figlia. Ha ammesso che aveva bevuto un po’ più del solito, comunque riteneva la questione chiusa, ma quando poi ha visto la figlia che parlava con i carabinieri dice di essere andato nuovamente su di giri. Ma secondo la sua versione – sempre in aula – non voleva fare del male ai carabinieri, più che altro intendeva redarguire la figlia. «Solo che la carabiniera si è frapposta fra me e mia figlia – ha specificato – ed è partita una spinta. Non volevo aggredire nessuno». La procura ha chiesto l’obbligo di firma giornaliero, mentre la difesa una misura meno afflittiva. Il giudice ha applicato l’obbligo di firma in caserma, ma solo settimanale. Il 55enne sarà processato il 4 giugno. —

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