Rapine a raffica nell’area delle ex Reggiane Fermato dalla polizia un 30enne gambiano
Insieme ad altri connazionali approfittava dell’attività di spaccio per aggredire e derubare i clienti tossicodipendenti
REGGIO EMILIA
Con gli affari legati allo spaccio messi in crisi dall’emergenza Covid-19, i pusher hanno pensato bene di arrotondare gli introiti dedicandosi alle rapine seriali ai danni di persone che gravitavano nell’ambiente degli stupefacenti come clienti ma anche ai danni di semplici cittadini che transitavano nei dintorni delle ex Reggiane.
La polizia di Stato, al termine di una complessa attività di indagine, ha sgominato una banda di rapinatori che aveva la base tra i capannoni abbandonati e ha catturato, per il reato di rapina aggravata in concorso, Njie Essa, 30 anni, gambiano. Secondo gli inquirenti Essa, con la complicità di altri connazionali già catturati, si è reso responsabile di rapine seriali avvenute soprattutto in aprile, almeno quelle accertate con certezza. Da alcune settimane la questura registrava una impennata di rapine: almeno quattro quelle avvenute in un mese. Una vera e propria escalation: il 17 aprile una donna di 23 anni è stata percossa e rapinata del cellulare nel sottopasso della stazione; il 20 aprile un uomo di 40 anni, mentre transitava in bicicletta in via Agosti, è stato inseguito da quattro individui che gli hanno puntato un coltello al collo, facendosi consegnare lo smartphone e facendogli svuotare il portafoglio (contenente 60 euro, carta Postepay e documenti personali); il 22 aprile un’altra giovane di 27 anni è stata picchiata e rapinata della borsetta in piazzale Europa; infine il 23 aprile una donna di 34 anni è stata spintonata a terra e derubata della borsetta mentre si trovava all’interno delle ex Reggiane.
Episodi all’apparenza slegati tra di loro, che però presentavano punti in comune: la modalità simile (le persone venivano attirate in un luogo isolato e rapinate, spesso con la violenza, per miseri bottini) e il fatto che le vittime erano persone conosciute per la loro tossicodipendenza (l’unico caso dubbio, che parrebbe non rientrare nella casistica, è l’italiano 40enne, perciò su questo caso le indagini continuano).
Il monitoraggio nell’area delle ex Reggiane, il rifugio dei diseredati dove si sono svolti controlli cadenzati, le informazioni raccolte nel sottobosco dello spaccio cittadino e l’esame minuzioso delle immagini delle telecamere della zona hanno fatto emergere il “filo rosso” presente in quelle rapine seriali.
L’indagine, condotta in collaborazione dalle diverse sezioni della polizia, ha consentito di individuare – cosa non facile, visto il turn over dei senzatetto alle ex Officine Reggiane e le divisioni per etnìa – l’autore dei colpi (Njie Essa), legato a Doudou Momodou Taal, un 21enne suo connazionale già finito in manette in precedenza per due delle quattro rapine in questione.
Raccolti elementi sulla sua responsabilità, il pm Marco Marano ha ottenuto un provvedimento di fermo per indiziato di delitto a carico di Essa. E ieri all’alba una decina di poliziotti delle Volanti, guidati dal dirigente Carlo Maria Basile, hanno fatto scattare la trappola, accerchiando l’edificio abbandonato situato subito sulla destra entrando da via Agosti, dove dormiva il 30enne.
Njie Essa, con diversi precedenti alle spalle per spaccio di stupefacenti e l’accoltellamento di un connazionale a seguito di lite sempre alle ex Reggiane nel 2019, è finito in manette ed è stato condotto in carcere. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
