Gazzetta di Reggio

Reggio

2 agosto 1980

Strage di Bologna, anche Casalgrande ricorda le sue vittime

Evaristo Sparvieri
Strage di Bologna, anche Casalgrande ricorda le sue vittime

Le testimonianze di Linda e Maria Vaccaro nel video dell’associazione dei parenti in occasione della giornata delle vittime del terrorismo

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CASALGRANDE

«Vittorio Vaccaro, anni 23, operaio di Casalgrande di Reggio Emilia». E poi: «Geraci Eleonora, di anni 46, casalinga, mia madre». Vittorio Vaccaro e Eleonora Geraci, figlio e madre, sono le vittime reggiane della strage di Bologna, ricordate in un toccante video diffuso ieri dall’associazione dei familiari, in occasione della Giornata dedicata alle vittime del terrorismo.

IL VIDEO

Nel video, iniziativa di avvicinamento al 40esimo anniversario della strage, sono i parenti a leggere – in collaborazione con gli studenti di alcune scuole – i nomi dei familiari uccisi dal terribile attentato, che costò la vita a 85 persone e provocò oltre 200 feriti, bloccando le lancette dell’orologio della stazione alle 10.25, orario dello scoppio della bomba. È lo stesso orario in cui ieri, simbolicamente, sono stati aperti dall’associazione canali Facebook, Twitter e Instagram, dando il via a un percorso della memoria chiamato “Dammi la mano. Bologna 2 Agosto”.



L’ESPLOSIONE

Fra le vittime ricordate, anche Eleonora Geraci e Vittorio Vaccaro, madre e figlio, rispettivamente residenti ad Arceto di Scandiano e Dinazzano di Casalgrande. Si trovavano a Bologna per caricare una parente arrivata dalla Sicilia. Vaccaro aveva portato la madre in auto e i due erano in attesa del convoglio, a pochissimi metri dall’epicentro. L’esplosione li uccise sul colpo.

I PARENTI

Vittorio Vaccaro lasciò la giovane vedova Adele Incerti, all’epoca 22enne, e la figlia Linda, che quel 2 agosto aveva appena quattro anni. Nel video, è Linda a ricordare il compianto padre. Mentre Maria Vaccaro ricorda commossa Eleonora Geraci, in una delle testimonianze più toccanti: «Era mia madre».

L’ANNIVERSARIO

Il presidente dell’associazione, Paolo Bolognesi, ha fatto ieri inoltre il punto sulla prossima commemorazione, in bilico a causa dell’emergenza Covid: «Non sappiamo cosa si potrà fare», ha spiegato, aggiungendo che ci sono «varie ipotesi di lavoro».

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L’INCHIESTA

Un anniversario che cade nell’anno in cui l’inchiesta mandanti della Procura Generale è giunta al fine-indagini. Fra gli indagati, anche il reggiano Paolo Bellini. Dell’inchiesta ha parlato Andrea Speranzoni, legale dei familiari: «Il primo troncone di indagine sui mandanti della strage di Bologna ha verificato che nel covo di via Gradoli 96, a Roma, dove nel 1978 per il primo mese di detenzione Aldo Moro era stato tenuto dai brigatisti, due anni e mezzo dopo, esattamente in quella palazzina, a quel civico, c'era un covo dei Nar, i responsabili della strage della stazione». Per il legale, «questa è una novità giudiziaria con vari sviluppi». —

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