Gazzetta di Reggio

Reggio

È morto a 54 anni l’ex falegname Italo Montelaghi

Adriano Arati
Italo Montelaghi, morto a 54 anni
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Italo Montelaghi, morto a 54 anni

Carpineti, ha sempre vissuto a Montelago, vicino a Valestra. L’intero paese in lutto si è stretto attorno alla famiglia

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CARPINETI. Morto a 54 anni per le conseguenze di una brutta infezione. È una giornata di lutto per il territorio dopo la scomparsa di Italo Montelaghi, residente a Montelago, il borgo vicino a Valestra da cui proviene la sua famiglia e che non ha mai abbandonato. Italo lascia la moglie Veronica Baldelli, i due figli Andrea e Margherita, i genitori e la sorella Loretta. Il 54enne è morto all’ospedale di Modena, dov’era ricoverato da diversi giorni a causa di un’infezione, forse generata da precedenti problemi sanitari. La situazione clinica è peggiorata fino alla morte avvenuta la mattinata di ieri.

La notizia, in una montagna che man mano sta provando a ripartire, si è rapidamente diffusa già dalla tarda mattinata, nei negozi dove le persone si ritrovano a fare la spesa così come sui social, dove tanti abitanti di Valestra hanno condiviso foto e ricordi di un amico che conoscevano da sempre. Conclusi gli studi, Montelaghi aveva iniziato a lavorare come falegname a poche centinaia di metri da casa, in uno storico laboratorio della zona. In seguito, era diventato tecnico commerciale per la Ferramenta Ferexpert, grande aziende del settore con diversi sedi in Nord Italia, fra cui quella modenese a cui faceva riferimento Italo. Con la sua attività, in cui sfruttava anche l’esperienza sul campo nella falegnameria, girava spesso per in altre regioni per trattative e transazioni.

Cordiale e gentile, era diventato una figura apprezzata nel settore, oltre che una presenza attiva nella comunità di Valestra assieme alla moglie Veronica, originaria del Giavello, sempre a Carpineti. Il funerale verrà officiato in forma privata, come indicato dalle attuale restrizioni dovute all’emergenza sanitaria ancora in corso. Nella serata di ieri, molti conoscenti e amici si sono ritrovati per un momento di preghiera a distanza, utilizzando un programma di videoconferenze, una sorta di rosario adattato ai giorni del contagio e del dolore a distanza.

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