Ex Tecnogas, la cassa non arriva Labirinto di carte dalle banche
Gualtieri, lavoratori ormai allo stremo senza l’anticipazione dell’assegno dovuto. «L’erogazione è soggetta a valutazioni da parte dell’istituto di credito»
GUALTIERI. I tempi per l’anticipo bancario, previsto dall’accordo siglato il 30 marzo tra Abi e parti sociali, si fanno sempre più lunghi. Alcuni lavoratori dell’ ex Tecnogas sono in difficoltà perché non hanno ancora percepito la cassa integrazione in deroga per Covid-19 di marzo. Questo per le lungaggini burocratiche di alcune banche che continuano a chiedere documenti su documenti e addirittura per adeguarsi alle loro esigenze, alcuni lavoratori, pur avendo un rapporto fisso con un proprio istituto di credito, hanno dovuto aprire un nuovo conto corrente. Purtroppo pare che alcuni istituti di credito non fossero pronti ad anticipare la cassa integrazione i cui pagamenti ora rischiano di slittare al 15 maggio. O almeno si spera che entro questa data la situazione possa sbloccarsi perché ci sono operai allo stremo delle loro forze.
Lo strumento era stato messo a punto per facilitare e velocizzare l’erogazione degli importi a sostegno del reddito dei lavoratori ma fa fatica a decollare, a causa soprattutto della tardiva applicazione degli accordi da parte delle banche perché non tutte, infatti, ad oggi, sono operative. Gli unici lavoratori dipendenti del settore privato che hanno potuto incassare denaro ad aprile sono quelli di aziende che hanno avuto liquidità per anticipare loro gli stipendi e che adesso attendono il rimborso della cassa integrazione da parte dell’Inps.
Per ottenere le erogazioni, le procedure non richiedono più l’invio di modelli cartacei validati presso sportelli bancari e postali per certificare l’Iban, perché la validità del codice identificativo viene effettuata con sistemi informatici. I tempi ordinari per il pagamento della Cig sono sempre stati di due o tre mesi. In questo caso, grazie alla normativa semplificata e allo sforzo dell’Inps, i pagamenti avrebbero dovuto arrivare entro 30 giorni dalla ricezione della domanda, ma le cose non sono andate come i lavoratori dell’ex Tecnogas si aspettavano.
Anche la Fiom Cgil conferma le difficoltà di alcuni lavoratori della storica azienda di elettrodomestici a ricevere l’assegno. «Alcune banche ci hanno sommerso di richieste di documenti tra copia documento d’identità, codice fiscale, permesso di soggiorno, in caso di lavoratore straniero, copia dell’ultima busta paga e la dichiarazione dell’azienda di aver inoltrato la domanda di cassa integrazione o assegno ordinario per l’emergenza Covid-19 all’Inps o all’ente competente con richiesta di pagamento diretto secondo la normativa vigente – spiegano i lavoratori – Inoltre abbiamo dovuto compilare on line vari allegati. C’è poi il fatto che l’anticipazione è soggetta a valutazione del merito creditizio da parte della banca».
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