Gazzetta di Reggio

Reggio

Matrimonio a San Prospero Strinati, quando l’amore batte il Coronavirus

Leonardo Grilli
Matrimonio a San Prospero Strinati, quando l’amore batte il Coronavirus

Emanuela Garretto e Alessandro Garimberti si sono sposati in chiesa: «Ma la festa si farà in un secondo momento»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Quando l’amore batte anche la paura del Coronavirus. È la storia di Emanuela Garretto e Alessandro Garimberti, che hanno coronato il loro sogno di coppia sposandosi ieri pomeriggio all’interno della chiesa di San Prospero Strinati.

Un sogno così forte da non poter attendere, anche a costo di dover fare una cerimonia per pochi intimi.
Le regole anti contagio infatti, nonostante siamo già entrati nella “fase 2”, sono ancora molto stringenti. E così, fra i banchi della chiesa, erano presenti solamente i parenti più stretti dei due sposi, oltre ovviamente al parroco e ai testimoni di nozze.

Pochi ma buoni, come si suol dire, e nonostante mascherine e distanze di sicurezza, il matrimonio di Emanuela e Alessandro è stato comunque indimenticabile. Impossibile, invece, svolgere la festa con gli amici e il resto dei familiari. Ma il momento per ritrovarsi tutti assieme ci sarà ed è solo rimandato: «La festa si svolgerà in un secondo momento – ci viene raccontato – ma il matrimonio abbiamo voluto celebrarlo lo stesso».

Se i matrimoni con rito civile si sono sempre celebrati in Sala Tricolore, sempre rispettando distanziamenti e numeri chiusi, questa è una delle prime cerimonie reggiane che viene officiata in una chiesa. Segno di una normalità che, seppur lentamente, sta tornando ad affacciare la testa.

Con il decreto governativo che ha inaugurato la fase 2, infatti, le celebrazioni dei matrimoni non sono più vietate ma la norma proibisce ancora le cerimonie pubbliche, sia civili che religiose, al fine di evitare assembramenti che siano occasione di contagio virale.

Eventi praticamente privati, quindi, com’è stato il caso di Alessandro ed Emanuela: «Ovunque il rito si svolga alla sola presenza dei nubendi e dei testimoni e siano rispettate le prescrizioni sulle distanze tra i partecipanti – recita infatti il testo del decreto – esso non è da ritenersi tra le fattispecie inibite dall’emanazione delle norme in materia di contenimento dell’attuale diffusione epidemica di Covid-19».

Un via libera ai parroci arrivato anche dal sottosegretario della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti: «Il ministero conferma che non rientrano nel divieto normativo le celebrazioni liturgiche senza il concorso dei fedeli».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google