«Abbiamo provato il dolore di assistere anche dei colleghi»
I racconti di due infermiere reggiane, Barbara Villa e Fiorenza Costi «La tenacia ci ha fatto adattare ai nuovi bisogni di assistenza»
Le testimonianze
I duri e drammatici momenti del picco dell’emegenza Covid nel Reggiano e la lenta ripresa. Nelle parole di Barbara Villa e Fiorenza Costi, infermieri in servizio a Reggio Emilia, c’è tutto questo e molto altro. «Le degenze chiuse per potenziare la terapia intensiva sono diventati luoghi di silenzio, corridoi vuoti testimoni di vite travolte da ciò che non avresti mai pensato potesse accadere – racconta Barbara Villa – le équipe scomposte e costruite da operatori provenienti da diverse realtà hanno messo in comune i saperi, le esperienze e le competenze con l’unico obiettivo di assistere al meglio le persone con covid. Gli infermieri delle degenze covid sono dovuti entrare in breve tempo in un’ottica diversa, hanno provato il dolore di dover assistere come pazienti i propri colleghi, hanno visto nei loro occhi la paura. La determinazione, la tenacia messa in campo con professionalità ha permesso agli infermieri di adattarsi ai nuovi paradigmi di assistenza richiesti e di arginare la situazione».
Parole alle quale fanno eco quelle di Fiorenza Costi: «In questo lungo e ancora presente momento di battaglie, esistono diversi fronti. Tutti molto importanti e indispensabili dove noi tutti abbiamo fatto la nostra parte. L’esercito degli infermieri sta lavorando con alta competenza, professionalità e dignità».
E continua a farlo ancora adesso.
Sabato mattina infatti, racconta ancora l’infermiera Fiorenza Costi, «ho visitato le Rsa anziani del territorio montano: Pensionato San Giuseppe di Quattro Castella, Esperidi della Vecchia, Struttura Ronchi , Villa Paola e Rsa Le Ginestre sempre a Castelnovo Monti, la Rsa di Villa Minozzo, l’Oasi San Francesco di Correggio e infine la casa di riposo Pungitopo di Cervarezza. Ho consegnato loro le mascherine che la Federazione nazionale ci ha inviato. In occasione della ricorrenza del 12 maggio, Giornata internazionale dell’infermiere, questo piccolo dono ha voluto simboleggiare unione, solidarietà e vicinanza tra tutti gli operatori sanitari». —
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