«Apriremo tavoli di confronto per lavorare alla ripartenza»
Il sindaco Nasciuti affronta i nodi economici del dopo emergenza Coronavirus dalla possibile sospensione delle tasse alle difficoltà delle casse del Comune
SCANDIANO
Provvedimenti fiscali concordati con tutte le parti in causa, controlli sui prezzi per evitare rischi, una tavolata chilometrica per festeggiare la fine dell’emergenza e coinvolgere tutti gli scandianesi. Non mancano i fronti su cui lavorare, al sindaco Matteo Nasciuti e all’amministrazione comunale di Scandiano, dopo che la pandemia ha portato al blocco completo di uno tessuti economici più vasti e diffusi della provincia, dai negozi ai mercati e ai tantissimi locali della zona.
Per prima cosa, sostiene Nasciuti, è necessario capire il quadro: «La foto di Scandiano è da rifare, ogni settore ha vissuto questi mesi in modo diverso, le problematiche sono diverse. Partiremo con dei tavoli di confronti, per capire quale sia la strada migliore». Il territorio sta chiedendo risposte, la manifestazione dei commercianti del 4 maggio – la prima nel Reggiano per chiedere riaperture – ne è un segnale. «Noi però dobbiamo capire quali siano i percorsi migliori. Dobbiamo agire direttamente, dobbiamo fare da megafono come con i commercianti o muoverci con gli interlocutori, per ridurre le spese». L’ultimo punto, quelle delle tariffe, è particolarmente sentito, ma non può essere gestito senza pensare al bilancio: «Possiamo fare richiesta ad Iren per sospendere la Tari degli esercizi commerciali per i tre mesi della crisi, parliamo di oltre 60mila euro al mese, circa 190mila euro totali. Parliamo di soldi previsti dal bilancio, se non entrano cosa succede? Ce li mette il Comune, che già dovrà pensare a tanti servizi e che non può avere bilancio negativo?», è la domanda. La speranza, non solo a Scandiano, che la chiarezza arrivi dal nuovo decreto governativo per il rilancio economico, con regole nazionali a cui adeguarsi. «Si parla di contributi, ma non è chiara la forma, non si sa dovranno essere spesi sulla spesa corrente, nel sostegno alle famiglie, negli investimenti. Un Comune può adeguarsi, ma dobbiamo avere delle indicazioni di massima».
Nel frattempo, però, molti stanno pensando a possibili concretizzazioni. E a Scandiano? «L’ho già detto in giunta: pensiamo a degli scenari, a dei possibili progetti. I finanziamenti arrivano se c’è già un progetto, se si deve partire da zero è molto più complesso». Una delle richieste più diffuse, dagli esercenti locali, è quella di ridurre i costi per l’occupazione del suolo pubblico. «A Scandiano però quello che c’era da fare è già stato fatto, dal 2009 la concessione è gratuita per gli spazi sotto ai 50 metri quadri. L’entrata in quel senso è 19mila euro l’anno; proveremo a toglierli, ma non sarà certo la soluzione definitiva». E la proposta di ridurre le tasse per i proprietari dei locali affittati da bar e ristoranti? «È una strada da studiare, deve essere un cammino a tre. Il Comune può ridurre quelle tasse a chi durante la chiusura ha applicato sconti agli inquilini, ci deve essere un doppio passaggio per verificare questo». Un altro tema è quello dei rialzi dei prezzi, al limite della speculazione. «Vigileremo a collaborazione deve essere su tutti i fronti, ci deve essere disponibilità su tutti i fronti, su questo punto sarò molto attento». Infine, si pensa agli scandianesi da ringraziare. «Senza il volontariato locale sarebbe stata durissima, per mille servizi. Adesso vogliamo lanciare un’asta benefica, chiedendo donazioni di oggetti di pregio da mettere all’asta per raccogliere fondi con cui potenziare il nostro conto per le famiglie in difficoltà. E mi piacerebbe fare un’enorme tavolata, dal municipio al circolo tennis, oltre un kilometro di lunghezza, affidando la parte gastronomica ai nostri ristoratori». —
Adriano Arati
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