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maltrattamenti e lesioni 

Botte e litigi in casa con la moglie incinta Il 41enne allontanato «Mi sono pentito»

Tiziano Soresina
Botte e litigi in casa con la moglie incinta Il 41enne allontanato «Mi sono pentito»

L’operaio promette al giudice di riconciliarsi con la donna Ma restano le tensioni perché lui dorme nello stesso palazzo

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Tiziano Soresina

REGGIO EMILIA

Non è per nulla una situazione facile quella creatasi all’interno di un nucleo familiare che vive nel quartiere Santa Croce.

A fine settembre la moglie 33enne d’origine campana, per di più incinta del terzo figlio, per le botte del marito (un operaio marocchino di 41 anni) era finita in ospedale a farsi medicare (sarà dimessa con una prognosi di 15 giorni) e segnalerà il tutto alle forze dell’ordine. La donna aveva raccontato di essere stata schiaffeggiata, tirata per i capelli e sbattuta sia a terra (da qui le contusioni) che sul letto. Otto mesi dopo, cioè giovedì scorso, l’ennesimo furioso litigio in casa che spinge la donna a sporgere denuncia, facendo scattare le indagini del pm Isabella Chiesi per maltrattamenti in famiglia ma anche lesioni. E nel giro di tre giorni scatta la misura restrittiva nei confronti dell’uomo – chiesta dalla Procura ed ottenuta dal gip Luca Ramponi – dell’allontanamento dalla casa familiare. Ma lui non sa dove andare e per il momento, grazie ad un amico, dorme in un appartamento vuoto dello stesso condominio, il che ha portato ulteriori tensioni fra i due coniugi (di cui non forniremo le generalità, per tutelare le vittime, fra cui due figli minorenni ed un terzo in arrivo). Infatti la moglie venerdì, appena vede il coniuge nell’area condominiale, subito chiama il 113 e i poliziotti piombati sul posto hanno in effetti trovato il 41enne vicino al portone d’ingresso della palazzina. Quando gli è stato domandato cosa stesse facendo, l’operaio ha ammesso che la sua intenzione era di entrare nell’appartamento di famiglia. Vista la confessione e la flagranza, agli agenti non è rimasto altro che denunciare il marito per la violazione del provvedimento di allontanamento urgente.

Di tutto questo si doveva parlare ieri mattina in tribunale davanti al gip Ramponi, nell’ambito dell’udienza di convalida della misura restrittiva violata. In aula il 41enne – tutelato dall’avvocato Franco Beretti – si avvale però della facoltà di non rispondere. Si limita a delle “dichiarazioni spontanee” in cui si dice dispiaciuto per quanto accaduto, promettendo al giudice di risolvere ogni cosa con la moglie nel giro di pochi giorni. Fra l’altro stiamo parlando di una coppia che non si sta separando e che per di più attende la nascita di un terzo figlio...

Il gip Ramponi ha convalidato la misura cautelare violata, mantenendola a carico dell’uomo che più avanti dovrà affrontare un processo.

«Il mio assistito è da tanti anni in Italia – dice l’avvocato Beretti al termine dell’udienza tenutasi con le misure anti-Coronavirus (mascherine, guanti, gel igienizzante, distanze di sicurezza) – e ha ora tutta l’intenzione di mettere le cose a posto in famiglia». —

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