Chi ha gli anticorpi poi fa anche il tampone
Il Piano sui test sierologici non ha solo l’obiettivo di condurre una grande indagine epidemiologica per comprendere quanto la malattia abbia colpito il nostro territorio. Una parte delle persone nelle quali sono stati trovati gli anticorpi erano ancora potenzialmente in grado di infettare gli altri. I test possono identificare sia gli anticorpi IgM, indicativi di un alto rischio di contagiosità e dell’infezione che risale a una settimana prima del contagio, sia gli anticorpi IgG, indicativi di un basso rischio di contagiosità e dell'infezione avvenuta da almeno due settimane. Sul totale dei test effettuati fino ad ora in regione (87216), il 5,2% è risultato positivo agli IgG, il 2,9% agli IgM e il 2,1% ad entrambi gli anticorpi. Il successivo tampone ha confermato la positività al 45% di chi era risultato positivo agli IgG (2010 persone), al 45% che era risultato positivo agli IgM (1.147 persone) e al 61% di chi era risultato positivo ad entrambi gli anticorpi (1.105 persone). Complessivamente, circa il 2,5% di chi è stato sottoposto ai test sierologici è risultato anche positivo al Covid-19 dopo il tampone (tampone che per i privati è gratuito e a cura dell’Ausl).
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