Gazzetta di Reggio

Reggio

IL CONSIGLIO COMUNALE IN MODALITÀ TELEMATICA 

«Non ci sono persone positive tra gli abitanti delle Reggiane»

Gabriele Gatti
«Non ci sono persone positive tra gli abitanti delle Reggiane»

L’assessore Marchi risponde a un’interpellanza presentata dalla Lega Intanto il sindaco, sollecitato dai capigruppo, fa il punto sull’emergenza Covid

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REGGIO EMILIA

Mai ci saremmo aspettati di assistere, anche a maggio inoltrato, all’ennesimo consiglio comunale in modalità telematica, ma anche ieri Sala del Tricolore è rimasta chiusa. Al centro della seduta spicca l’aggiornamento molto atteso da parte dell’amministrazione sulla situazione Coronavirus a Reggio. Il sindaco Luca Vecchi apre il consiglio con una lunga dichiarazione di aggiornamento, dove annuncia che la città si sta avviando verso un graduale allentamento delle restrizioni e che nei prossimi giorni saranno più chiare le regole di riapertura degli esercizi commerciali.

Vecchi, dopo aver ringraziato i medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario per il lavoro svolto in questi mesi di emergenza, ricorda come ci sia stato un momento in cui «l’opzione di installare un ospedale da campo non era così remota» ma che, grazie all’impegno di tutti, la pressione sugli ospedali si sia alleggerita.

«Il nostro sistema sanitario ha retto e superato una prova enorme – ha affermato il sindaco – Nelle prossime settimane definiremo come costruire la strategia politico-sanitaria per scongiurare una possibile seconda ondata del virus».

L’invito a non abbassare la guardia si sposta poi sul tema delle residenze per anziani, per le quali il primo cittadino auspica un radicale ripensamento dell’organizzazione, non solo a livello regionale ma anche nazionale. «Anche qui resta valida l’esigenza di un lavoro non solo locale ma anche regionale e nazionale di ristrutturazione delle strutture per anziani».

Sulla fase 2 il sindaco spende poche parole, auspicando maggiori informazioni soprattutto a livello nazionale sulle riaperture degli esercizi commerciali e delle attività sportive. «Abbiamo avuto più di un incontro con le parti sociali, in cui abbiamo messo a punto un metodo di ascolto permanente sulle modalità non solo politiche, ma anche operative, per le aperture dei prossimi mesi».

Sulla questione sanitaria, dai banchi della Lega si sollevano domande sulla condizione delle persone all’interno dell’area delle ex Officine Reggiane. Con un’interpellanza, infatti, sono stati richiesti chiarimenti sull’operato del Comune su una tematica così delicata. Matteo Melato (Lega): «Questa interpellanza nasce dal voler capire che approccio ha avuto l’amministrazione nei confronti delle persone che occupano i capannoni. Vorremmo capire l’impatto del Coronavirus all’interno delle ex Reggiane. Vorremmo inoltre capire se è possibile confermare che non ci sono attualmente casi positivi».

Non è mancata la risposta dell’assessore Marchi, il quale ha spiegato al consiglio che «la situazione delle ex Reggiane è delicata e, soprattutto, non solo da ora affrontata dal Comune». L’assessore ha poi confermato che «il potenziamento dei dispositivi di accoglienza messi in campo in questi mesi ha comportato un ampliamento delle fasce di copertura. Quei servizi che sarebbero dovuti finire in marzo sono stati prolungati ad aprile e verranno confermati per tutto il mese di maggio. In questo contesto le ex Reggiane rappresentano un unicum per la complessità».

Al termine dell’intervento, l’assessore Marchi conferma che non sono presenti casi di positività al Coronavirus nelle persone che abitano l’area. «La stima delle persone è variabile tra le 60 e le 80, tutti uomini. Abbiamo individuato tre donne negli ultimi dieci giorni che sono state immediatamente inserite in percorsi alternativi di accoglienza».

Un’amministrazione reggiana sostanzialmente positiva quella che è uscita da appena una settimana dalla fase 1 dell’emergenza Covid-19. Rimangono però ancora incerti, sia a livello locale sia nazionale, i tempi e i modi delle prossime riaperture. La pianificazione, come confermato dal sindaco, avrà una forma collegiale e terrà conto dei bisogni sia delle attività commerciali che di quelle sportive, che dovranno adattarsi alle nuove norme di comportamento che questo periodo storico impone anche alla città di Reggio Emilia. —



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