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Un equilibrio e tre domande per un abbandono

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Nel momento della ripartenza, l’assessore ai Lavori Pubblici prende e se ne va. Deleghe di peso, le sue: Città collaborativa, Lavori pubblici, Cura dei quartieri e Trasformazione digitale, Partecipazione, Laboratori cittadini, Centri sociali, Cura della città, Innovazione tecnologica e Attuazione del programma.

Il congedo di Valeria Montanari dalla Giunta di Luca Vecchi, seppur accompagnato da motivazioni personali ed espressioni di gratitudine, legittima alcune domande.

1.Gli amministratori sono liberi di rimanere o andare. Ma la Montanari è stata un’assessora di razza, competente, ha forti legami con la socialità di Reggio, è titolare di deleghe determinanti in questo preciso drammatico periodo. Poiché l’impegno di lei e di lui è politico nei confronti dei cittadini, il sindaco ha cercato di trattenerla?

2.Bisogna tenere alla larga retroscenismi e sospetti surreali. Per farlo è necessaria una buona informazione, ma anche una puntuale trasparenza dell’amministrazione pubblica.

Se ne sentono d’ogni sorta: la legittima ricerca di un lavoro nuovo oppure contrasti fra assessori; l’insoddisfazione individuale o i superpoteri perenni che – nonostante tutto – detengono i dirigenti a discapito degli amministratori temporanei. Sarà vero?

3.L’elezione bis – via ballottaggio – del sindaco Vecchi è avvenuta meno di un anno fa. E già da allora va costruendosi nell’immaginario politico (che è fatto appunto di proiezioni) chi gli succederà nel 2024. Il nome di Valeria Montanari è quello ricorrente. Ma la sua uscita di scena quattro anni prima non pare una scelta strategica per candidarsi nel momento più opportuno. La Montanari non è il tipo.

Sono cambiati o vanno cambiando gli scenari e gli equilibri interni al Pd? O meglio, dentro la Giunta? —

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