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SCOSSONE IN GIUNTA 

Il sindaco Vecchi sfoglia la margherita per rimpiazzare Valeria Montanari

Evaristo Sparvieri
Il sindaco Vecchi sfoglia la margherita per rimpiazzare Valeria Montanari

Il capogruppo del Pd Cantergiani potrebbe essere l’outsider Il recordman di voti De Lucia scalpita da tempo per un ruolo

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Evaristo Sparvieri

REGGIO EMILIA

E se fosse Gianluca Cantergiani? I tempi non sono ancora maturi. E il sindaco Luca Vecchi deve ancora assorbire il colpo. Ma per la guida dell’assessorato lasciato vacante da Valeria Montanari, potrebbe spuntare fuori anche il nome dell’attuale capogruppo Pd. Non senza uno spacchettamento delle deleghe e non senza possibili e immancabili colpi di scena, dal momento che la partita per la successione appare ancora lunga. Una soluzione che tuttavia aprirebbe di fatto una nuova sfida: quella all’interno del gruppo Pd, dove il consigliere Dario De Lucia, recordman di preferenze alle ultime Amministrative, scalpita da tempo per un ruolo, nella stessa giunta oppure in consiglio.

De Lucia ha seminato 875 preferenze. Ed è l’unico che dopo il successo elettorale non ha raccolto nulla di quanto seminato.

LE DELEGHE

Quella di De Lucia, tuttavia, secondo molti non appare la figura più adatta per ricoprire le deleghe lasciate vacanti da Valeria Montanari, ormai ex assessora alla Città collaborativa, Lavori pubblici, Cura dei quartieri.

E poi: Trasformazione digitale, Partecipazione, Laboratori cittadini, Centri sociali, Cura della città, Innovazione tecnologica e Attuazione del programma.

CURIA E COMUNE

Un pacchetto, in particolare quello dell’agenda digitale, che troverebbe nell’attuale capogruppo Pd un successore esperto, dal momento che la sua attività professionale, ovvero la Seed Edizioni Informatiche Srl, è una società che appartiene alla rete di IDS&Unitelm Srl e che si occupa proprio di servizi informatici. Fra clienti e partner, anche Cei e Diocesi.

Un altro cattolico in giunta? Non proprio. Politicamente parlando, seppur risalendo alla preistoria del Pd, Cantergiani può essere considerato un ex civatiano. Moderato, con quel profilo da pacificatore e mediatore che potrebbe far comodo a una giunta in cui non mancano assessori ai ferri corti, potendo inoltre rispolverare per quanto riguarda le deleghe alla Partecipazione e la Cura dei Quartieri anche le sue vecchi esperienze di consigliere di circoscrizione, dal 2004 al 2019.

CORRENTI

La partita tuttavia non è così facile. E i tempi di transizione potrebbero essere piuttosto lunghi, anche tecnicamente. Di certo con una soluzione del genere Vecchi tenderebbe a tenere per sé (o affidare al vicesindaco, Alex Pratissoli) la delega ai Lavori Pubblici, diventata fondamentale per la ripresa economica dopo l’emergenza Coronavirus. E di certo difficilmente gli “zingarettiani” avranno la forza di rivendicare il posto lasciato in giunta dalla Montanari, sia a causa di divisioni interne dell’area (a Reggio erano nati tre comitati, uno dei quali guidato dalla Montanari, che non è che si amassero alla follia) sia perché in molti hanno già la pancia piena dopo le elezioni regionali (vedi il segretario uscente, Andrea Costa) e quindi nessuna intenzione di far baraonde.

ALTERNATIVE

Un nome, quello di Cantergiani, che tuttavia non appare l’unica soluzione. L’addio di Montanari, infatti, ha consentito che tornasse in pista per un ruolo in giunta anche l’ex capogruppo Pd, Andrea Capelli, presidente in pectore di Fcr da mesi, ma mai nominato anche in virtù della legge Severino. La macchina per portarlo alla guida di Fcr, tuttavia, adesso è stata già avviata. E difficilmente il sindaco potrebbe decidere di cambiare rotta, risolvendo la grana giunta per aprire quello della partecipata Nelle chat WhatsApp, infine, continua a circolare anche il nome dell’ex parlamentare (ed ex assessore), Paolo Gandolfi, attuale presidente Sabar, che già in passato era stato accostato alla giunta, ma che non ha mai mostrato realmente l’intenzione di tornare a fare l’assessore.

Con Gandolfi – di professione architetto – Vecchi potrebbe risolvere il nodo dei Lavori pubblici, portando in giunta un nome forte ma lasciando le altre caselle vacanti. Un rebus che non appare di facile e immediata risoluzione. Anche per quanto riguarda la tenuta del gruppo Pd in consiglio, dove la spaccatura fra cattolici e laici scricchiola ormai da tempo. E che questo nuovo scossone potrebbe ulteriormente scombussolare. —

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