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La giustizia riparte fra distanze e igienizzanti Dietro le mascherine i timori per la pandemia

Tiziano Soresina
La giustizia riparte fra distanze e igienizzanti Dietro le mascherine i timori per la pandemia

Nel primo giorno di riapertura ufficiale del tribunale di Reggio Emilia dominano i rinvii delle udienze... al prossimo anno ma anche al 2022 

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Tiziano Soresina

REGGIO EMILIA

Una timorosa ripartenza. E non poteva essere diversamente, perché le ansie non sono certo ancora dissipate, anzi rimangono tutti i rischi da contagio e chi ieri ha ripreso contatto con il palazzo di giustizia ne era ben cosciente.

Per la verità in pochi hanno avuto come mèta il tribunale, nonostante udienze (penali e civili), cancellerie e uffici vari siano ora attrezzati per affrontare anche la fase2 della pandemia. La frenesia che contraddistingue il foro reggiano è al momento solo un lontano ricordo. Dominano gli spazi tristemente vuoti, le persone scarseggiano e soprattutto tutto “deve” ricordarti che il Coronavirus non è vinto e bisogna stare attenti a quello che si fa, seguendo le indicazioni che accompagnano l’utente fin dal suo arrivo nella struttura giudiziaria. Come anticipato nei giorni scorsi dalla Gazzetta, il presidente Cristina Beretti ha predisposto tutta una serie di misure per garantire la sicurezza sanitaria. Il primo filtro all’ingresso da parte dei vigilantes dotati di guanti e mascherina (la misurazione della temperatura con il termoscanner sarà attivata a giorni, il che andrà ad aggiungersi al consueto passaggio al metal detector) poi chi entra – obbligatoriamente dotato di mascherina – segue dei percorsi guidati in rosso. Dispenser con gel igienizzante davanti alle cancellerie (vi si accede solo su prenotazione telefonica o via mail), ma anche alle aule d’udienza e agli ascensori (sale o scende non più di una persona alla volta, qualcuna in più in quelli attivi nella struttura che accoglie procura e giudice di pace). Le cancellerie saranno presto protette con plexiglass per limitare il contatto con il pubblico, piuttosto scarso ieri ed in attesa ovviamente a distanza sociale. A magistrati e personale amministrativo è stato consegnato un kit anti-virus (mascherine, guanti, visiere, disinfettante e straccetto per il pulire dove operano, in aula o in ufficio). Il bar riaprirà, come da protocollo regionale, da lunedì, mentre l’edicola non ha mai subìto stop. Nelle aule penali, semivuote, si tengono pochissimi procedimenti davanti a tre giudici monocratici ed un giudice dell’udienza preliminare. Domina la valanga di rinvii (al 2021, ma anche al 2022...), notificati tutti all’avvocato di turno in aula, secondo quanto pianificato dalla Camera Penale. Impossibile ripartire con le consuete udienze-fiume da non pochi fascicoli penali e decine di testimoni: hanno la precedenza i processi con imputati sottoposti a misure restrittive e quelle cause prossime alla sentenza. Il che significa pubblico quasi assente e corridoi deserti, sedie vuote su cui spicca l’indicazione sempre in rosso su quale sedersi, magistrati e avvocati ben distanziati in aula che ora devono districarsi non solo con il diritto ma anche fra mascherine e disinfettanti (quest’ultimi posizionati sui tavoli). «Sono contento di essere tornato in udienza – spiega lasciando l’aula il penalista Mario Di Frenna – anche se ora è tutto rarefatto, asettico, il che ti lascia un po’ di disagio addosso. Ma le cautele sono necessarie, bisogna stare attenti». La giustizia al tempo del Covid. —

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