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Lunedì riparte tutto tra tanti interrogativi

J. D. P.

Potranno alzare la saracinesca anche bar, ristoranti e parrucchieri ma le ferite del lockdown non spariranno di colpo

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REGGIO EMILIA

Nei negozi reggiani fervono i lavori. Parrucchieri, estetisti, baristi, ristoratori e tutte le altre categorie che finalmente potranno rialzare la saracinesca si stanno dando da fare. «Credevo di ripartire il primo giugno – dice Michele Besacchi, che gestisce con il padre Loredano uno storico salone in largo dei Mille a Guastalla – Appena ho saputo della nuova scadenza mi sono messo all’opera».

Il governo ha previsto una ripartenza differenziata delle attività economiche sulla base dell’andamento del contagio e dei dati epidemiologici nelle diverse regioni. Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, questo vuol dire riapertura, da lunedì 18 maggio, di negozi, bar, ristoranti, mercati, parrucchieri, estetisti, tatuatori e spiagge.

«Ho partecipato a dei seminari online con la Cna – continua il parrucchiere Besacchi – ma siamo ancora in attesa dei documenti ufficiali con le regole da rispettare. Sappiamo che lavoreremo per appuntamento, che per quanto mi riguarda è una novità».

L’appuntamento servirà per evitare assembramenti ma anche per tracciare i clienti a fini sanitari. «Dovremo usare i guanti, altri dicono potrebbe bastare un gel disinfettante, indosseremo le mascherine, faremo entrare un cliente per volta, tutta l’attrezzatura dovrà essere disinfettata dopo ogni cliente».

Nonostante gli oltre due mesi di stop, Besacchi si reputa fortunato. «La nostra è un’attività a conduzione familiare e in questi mesi non abbiamo avuto il problema dell’affitto, dato che le mura sono nostre. Ho un grande desiderio di ripartire e ho già tante prenotazioni di persone che mi avevano contattato durante la quarantena. Poi speriamo che ci aiutino, le tasse per ora sono state solo spostate un po’ in avanti». Andrea Guerrieri, che gestisce Griffe Hair a Reggio, sottolinea le tante incognite del momento: «Siamo in attesa di sapere cosa dirà l’Inail sul protocollo di sicurezza. Noi stiamo prendendo gli appuntamenti sulla base dei protocolli che pensiamo che vengano attuati, ma se ce li cambiano all’ultimo momento...».

Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo, Commercio e Trasporti ieri ha spiegato quello che resta da fare. «Siamo al lavoro con i tecnici, con i sanitari, con le associazioni di categoria, per garantire la riapertura. In primo piano l’esigenza di garantire la sicurezza, ma anche la consapevolezza di voler rimettere in moto una macchina che garantisce una percentuale significativa della ricchezza dell’Emilia-Romagna». In questi giorni termineranno i lavori dei tavoli tecnici chiamati a definire i protocolli di sicurezza.

Per molte attività la ripartenza non segna la fine delle difficoltà. Ci sono stati oltre due mesi si chiusura e ora si prospettano ingenti costi per le misure di sicurezza (gli ingressi contingentati, ad esempio, penalizzano molto i parrucchieri).

Poter riaprire non vuole dire avere la possibilità concreta di farlo e il caso degli hotel lo dimostra. «Gli alberghi erano fra le attività che potevano rimanere aperte – commenta Francesca Lombardini, presidente di Federalberghi Reggio – Ma hanno chiuso per mancanza di clienti. Ora tutti, anche quelli con apertura stagionale, aspettano linee guida, ma non sanno se avranno clienti. Viviamo alla giornata». —

J. D. P.

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