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Zanichelli: «Le banche devono pagare la Cassa ai lavoratori Tecnogas»

M.P.

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Sul mancato pagamento della cassa integrazione in deroga per Covid 19 ad alcuni lavoratori della ex Tecnogas di Gualtieri interviene Davide Zanichelli, parlamentare reggiano del Movimento 5 Stelle che ha sempre seguito da vicino l’evolversi della vertenza Tecno, dalla crisi al passaggio alla nuova proprietà e al successivo sviluppo industriale.

«Il momento è estremamente delicato – afferma Zanichelli – e serve impegno da parte delle parti in causa, comprese le banche, per rispettare le indicazioni generali e per andare incontro alle esigenze dei lavoratori, agevolando gli anticipi delle somme dovute. Il Governo ha dato strumenti adeguati, ma perché tutto funzioni è necessario che ognuno faccia la propria parte».

Secondo il deputato reggiano del M5S, sono «ancora troppo lunghi i tempi delle banche per l’anticipo della cassa integrazione in deroga per Covid per alcuni lavoratori dell’ex Tecnogas di Gualtieri. Infatti i dipendenti, clienti di alcune banche, non hanno ancora percepito la somma dovuta per il mese di marzo, e la situazione inizia a diventare insostenibile, specialmente in seguito a tutte le difficoltà che hanno vissuto nei mesi e negli anni scorsi. A loro va tutta la mia vicinanza e solidarietà».

Davide Zanichelli ricorda inoltre che «in accordo con il Governo, l’Associazione delle banche (Abi) con propria circolare del 23 aprile, ha già disposto diverse misure per contrastare eventuali lungaggini burocratiche e garantire nel minor tempo possibile la copertura per i lavoratori, come la deroga sulla presentazione del modello SR41 alla banca e, in ogni caso, le indicazioni generali sono quelle di snellire le procedure per far fronte al momento di difficoltà».

«Invece – continua il parlamentare del Movimento 5 Stelle – pare che alcune banche, specialmente quelle che non hanno nessuna filiale nel Comune di Gualtieri, continuino a chiedere numerosi documenti ai lavoratori, costringendo anche coloro che hanno un rapporto di lungo corso con determinati istituti di credito a doversi rivolgere ad altri istituti o aprire un nuovo conto corrente». Per adeguarsi alle esigenze delle banche, alcuni lavoratori, pur avendo un rapporto fisso con un proprio istituto di credito, hanno dovuto appunto aprire un nuovo conto corrente. —

M.P.

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