Da Casablanca al Ris tazzine e mozziconi
Il pm Pantani e i carabinieri sono volati in Marocco per la comparazione con i reperti biologici isolati nel 2005
SCANDIANO. Semplici tracce di saliva, raccolte da una bottiglia d’acqua, una tazzina del caffé, o un mozzicone di sigaretta. Ma non è stato per niente facile ottenerle. Sono state fondamentali per avere una comparazione con il Dna isolato dal liquido seminale trovato sugli indumenti di Franca Silvana Ganassi all’alba del 31 dicembre 2005, quando il suo corpo venne trovato rinvenuto su un muretto nel cortile di un vicino di casa, in viale Mazzini 5. Dopo essere stata colpita più volte (almeno cinque) alla testa, probabilmente con un bastone che non fu mai ritrovato, la donna aveva arrancato fino a lì, forse in cerca di aiuto, prima di cadere esanime nei pressi di un albero di Natale.
Per ottenere la prova schiacciante che ha portato all’arresto del marocchino 44enne Mustapha Bouzendar, gli inquirenti hanno dovuto lavorare su più fronti. Quello prettamente investigativo, con anche attività tecniche che hanno previsto le intercettazioni ambientali e telefoniche, concluso con il lavoro fondamentale del Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri di Parma. E quello diplomatico, relativo alla giurisprudenza internazionale e legato alla convenzione che lega l’Italia e il Marocco a partire dagli anni ’70.
Già la repertazione delle nuove tracce biologiche non era un passaggio scontato. È stata necessaria una rogatoria internazionale. Il sostituto procuratore Maria Rita Pantani e i carabinieri di Reggio Emilia sono volati a Casablanca, hanno assistito alla raccolta delle prove biologiche da parte della polizia marocchina e preso in consegna i reperti. Il sospettato è stato seguito nei suoi spostamenti e, senza che se ne avvedesse, sono stati raccolti da un bar le tazzine e i bicchieri; in altri luoghi mozziconi di sigaretta.
Questi sono stati poi inviati al Ris di Parma che in sole 24 ore ha dato il responso inchiodando Bouzendar alle sue responsabilità. Solo a questo punto si è potuto procedere con il provvedimento cautelare nei confronti del 44enne, chiesto e ottenuto dalla pm Pantani e firmato dal gip Luca Ramponi.
Di qui la successiva difficoltà. Le leggi e gli accordi internazionali tra Italia e Marocco non prevedono l’espatrio di un marocchino per un reato commesso in Italia, e viceversa di un italiano per un reato commesso in Marocco. È stato a questo punto che si è dovuta muovere la diplomazia grazie a un’esplicita richiesta avanzata dal Pm Pantani al ministero della Giustizia italiano perché si procedesse al perseguimento penale di Bouzendar, in base all’articolo 30 comma 2 della convenzione Italia-Marocco.
Tutti gli atti delle indagini relative all’omicidio di Franca Ganassi, tradotti in francese e in arabo, sono stati inviati dalla Procura reggiana all’organo competente marocchino. E il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha chiesto e ottenuto la cattura di Bouzendar in Marocco. —
M.F.
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